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Lucio Dalla: flop per l’asta dei suoi beni, venduto solo lo yacht

Di due appartamenti, una villa e uno yacht solo quest’ultimo ha trovato un’acquirente nell’asta che vedeva queste proprietà di Lucio Dalla all’asta per raccogliere fondi atti a finanziare una casa museo dedicata al cantante.
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L'asta che metteva in vendita alcune proprietà e lo yacht di Lucio Dalla è stato un mezzo flop. Lo riporta il Resto del Carlino che racconta come i due appartamenti a Bologna e della villa in Sicilia non abbiano ricevuto offerte degne di nota da parte dei familiari del cantante. L'unico oggetto che, alla fine, ha trovato un acquirente è stata l'imbarcazione del cantante, lo yacht "Brilla & Billy" (dal nome dei labrador del cantante), di 23 metri che è stato comprato da un fan napoletano che l'ha pagato 207 mila euro, cifra poco distante dai 230 mila che chiedeva la famiglia. Assieme allo yacht, l'uomo si è portato a casa anche vari oggetti presenti sull'imbarcazione e lo studio di registrazione che Dalla vi aveva fatto costruire sopra.

Insomma nello studio del notaio Michele Zerbini le cose non sono andate proprio come inizialmente ci si aspettava. L'apertura delle buste con le offerte infatti ha portato, oltre a quella dello yacht, offerte per i due appartamenti di via D'Azeglio, tra cui una dello stesso napoletano che aveva acquistato l'imbarcazione e nessuna per la villa in Sicilia (le tre proprietà sono state messe "all’asta senza il patrimonio appartenuto all’artista che si trova all’interno"): una tenuta da 400 metri quadrati con annessa dépendance di 50, piscina e un enorme parco di 21 mila metri con bosco, vigneto e vista mare. Evidentemente il prezzo è stato considerato inavvicinabile, un po' come quello dei due appartamenti che hanno ricevuto offerte che la famiglia di Dalla ha ritenuto troppo basse. I proventi di queste vendite avrebbero dovuto sostenere il finanziamento della Casa Museo a lui dedicata.

Per gli eredi del cantante (ieri ne erano presenti 5) ora si aprono due strade, quella della seconda asta oppure quella della trattativa diretta con i potenziali acquirenti che, stando a quanto riporta il quotidiano bolognese, sarebbe quella più facilmente percorribile.

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