X Factor 2022
7 Ottobre 2022
13:54

Le pagelle dei Bootcamp di X Factor 2022: sì, Fedez è già il favorito nella vittoria finale

Siamo arrivati alla prima puntata del Bootcamp, con protagonisti i giudici Rkomi e Fedez. Qui le pagelle e i voti per i 12 artisti scelti.
A cura di Vincenzo Nasto
X Factor 16, foto di xfactor.sky.it
X Factor 16, foto di xfactor.sky.it
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X Factor 2022

C'era bisogno di dirlo? Sì, Fedez è ancora una volta uno dei giudici più versatili del talent show X Factor, arrivato alla sua 16esima edizione. Il modo in cui l'artista milanese è riuscito a raccogliere sotto la propria ala alcuni dei migliori prospetti della trasmissione è sembrato semplicemente naturale, ma non è così. La scelta ieri sera è toccata alla coppia dal passato urban Rkomi – Fedez, che hanno dovuto scremare il proprio roster, dimezzando i 12 arrivati al Bootcamp ai sei finali. Una scelta piramidale che ha visto entrambi i giudici indecisi sul percorso, a tal punto da rendersi protagonisti di switch di candidati alla sedia, chi con maggior sicurezza come Fedez, chi con un'estrema empatia verso gli artisti, un sintomo di Rkomi su come ancora non si veda nei panni di un giudice.

Le pagelle dei primi Bootcamp di X Factor 16

A segnare l'inizio della serata c'è il tanto preannunciato tributo alla conduttrice Francesca Michielin, che a 10 anni di distanza dalla sua prima esibizione su quel palco, risuona i tasti del pianoforte con l'inedito "Distratto", con cui si presentò al pubblico della trasmissione. Dopo gli applausi del pubblico, arriva il "Da oggi non siete più alleati, ma rivali", che dà il via alla fase di formazione delle squadre.

Rkomi voto 7: Se c'è qualcosa di innegabile da affermare è l'applicazione del concetto di empatia verso artisti e pubblico che abbiamo potuto osservare nella sua figura di giudice. Non ancora in grado di percepire la pericolosità di determinate scelte, Rkomi appare però fiducioso del percorso avviato con la sua squadra. Apparentemente potrebbe sembrare superiore il suo roster in termini potenziali, ma la sua prima apparizione nel talent servirà a misurare anche lo spazio di lavoro su cui il ragazzo di Calvairate vorrà muoversi. Tre switch nel primo Bootcamp sono il simbolo di un'estrema meticolosità nel rivedere le proprie scelte, ma anche di un'estrema empatia con gli artisti, come i primi sei, che fa sedere per indurre fiducia. Si alzeranno gli Elephants in the Room, Alessandro Baroni e Clemente e forse non c'era scelta migliore.

The Violet End voto 7: quota rock-punk degli anni 2000, fanno alzare dalla sedia i meno estrosi Elephant in the Room, soprattutto a livello vocale. Potrebbero inseguire la strada del british-rock, e potrebbe essere l'asso nella manica per Rkomi: un gruppo che sembra fedele ai propri codici ma in grado di farsi ammaliare dalla versatilità dell'artista di Calvairate.

Jacopo Rossetto voto 8: Musica totale, non mi sembra che ci sia altro da dire. Un talento che trasla anche l'apparente giudizio cammuffato di Dargen D'Amico che è conquistato dal suo eclettismo. Dispiace per Alessandro Baroni, ma le potenzialità di una figura a 360 gradi come Jacopo Rossetto sono indiscutibili.

Santi Francesi voto 8: A pari merito con Jacopo Rossetto, sono la quota vittoria probabile per Rkomi: si presentano con una cover di "Ragazzo di strada" molto interessante, tra ukulele e elettronica, ma ciò che fanno sul palco, è sicuramente il valore fondante su cui Rkomi ha scelto di puntare su di loro e non Clemente. A oggi, scelta azzeccata.

Giorgia Tucato voto 6 1/2: insieme a Manal Harchiche tra le scelte più in bilico della serata, conquistando il posto all'ultimo, lasciando fuori Lina Lane. Neanche Rkomi sembra deciso sulle potenzialità della cantante, voce bianca e ancora senza sfumature, ad aver accesso alle fasi finali prima del live. La sua "Save your tears" non ha emozionato ancora quanto dovuto.

Deli Lin voto 7 e 1/2: La trasposizione di Rkomi: non potevano non scegliersi e il rapporto è biunivoco. Una costruzione del personaggio ancora tutta da mettere in gioco, ma la sua voce ha già raccolto varie anime del programma e rappresenta l'oggetto dei sogni da costruire e modellare all'interno del programma. La sorpresa sarebbe quella di aver trovato una pepita ancora più grossa tra le terre venete, che negli anni scorsi hanno fornito ottimo materiale alla discografia italiana: Madame e Sangiovanni su tutti.

Manal Harchiche voto 6: Al terzo tentativo c'è riuscita. La cantante sceglie di aiutarsi con "FourFiveSeconds" di Rihanna e Paul McCartney, mostrando una grinta e un'elasticità vocale che le permette di conquistare la sedia. Ma non bisogna dimenticarsi delle audition: cancellare i suoi errori nel recente passato potrebbe significare non riuscire a osservare i limiti d'adattabilità, per ora, mostrati dalla giovane cantante.

X Factor 16, foto di xfactor.sky.it
X Factor 16, foto di xfactor.sky.it

Fedez voto 9: L'anziano saggio si trova a dover prendere delle decisioni difficili e chissà come mai, sembra averle azzeccate tutte. Molto più esperto, diretto e deciso nel valutare i percorsi possibili per i 12 concorrenti che si mostrano sul palco: la sua minore flessibilità rispetto a Rkomi, potrebbe indicare un minor contatto con il pubblico e con i concorrenti, ma non è così. Fedez si è ritrovato a scegliere da un lago più piccolo i talenti che lo dovranno portare alle fasi finali della trasmissione, e piuttosto che mettere tutto il suo roster insieme sulla griglia di partenza, prende delle decisioni piramidali, con protagonisti e gregari. Le sue stelle non possono che essere Omini e Linda, con l'eventuale stellina di Wiam Ait Barkhaim. Gaia, Filippo e Marco Zanini sono il suo progetto Y, l'asso nella manica se qualcosa dovesse andar storto con le superstar del roster.

Gaia voto 6 1/2: In termini di creatività, tra le cose migliori passate almeno fino a questo momento. Una musicista in grado di switchare canale emotivo e musicale di cui non si riescono ancora a comprendere i confini e l'apprezzamento con il pubblico. Il suo effetto meteora alle audition ha rovinato l'effetto sorpresa sul palco dei Bootcamp, meno esplosiva delle precedenti esibizioni, ma nel progetto Y di Fedez è quella che potrebbe divertire di più. "Personalità con la G" è adesso il suo soprannome, dopo aver messo in un mash-up Nancy Sinatra e Renato Carosone.

Marco Zanini voto 6 1/2: L'anima elettronica di Zanini è il suo timbro d'originalità che cerca di conquistare una fetta d'audience, non solo televisiva, ma anche discografica. La scelta di Lewis Capaldi delle audition, gli permette di salire con molta tranquillità sul palco e interpretare un Paolo Nutini d'annata con "Iron Sky". Non esce dalla sua comfort zone, neanche vocale, ma potrebbe diventare nei mesi successivi l'oggetto del desiderio discografico.

Wiam Ait Barkhaim voto 8: La quota coraggio nel portare Elisa sul palco di X Factor 16 non può che regalarle mezzo voto in più sull'esibizione. Si allontana assolutamente dalle atmosfere e dal mondo costruito nelle audition, per lasciarsi andare all'emotività che libera sul palco cantando "Eppure sentire" di Elisa. Se Fedez avesse voluto una dimostrazione non scolastica della propria voce, le potenzialità di Wiam Ait Barkhaim sono lì in attesa di essere catturate.

Omini voto 8 1/2: Unica band "scelta" da Fedez e quindi già. Sono la generazione di cui cantano gli Who che trasportano sul palco, sono l'energia e il contrasto, l'apparente gioventù che contrasta con una presenza scenica da professionisti rodati. Gli Omini si divertono ed è il loro segreto, in un momento della trasmissione in cui l'emozione tradisce coloro che reggono sulle spalle il programma. Potenzialmente tra i finalisti, anche grazie al lavoro di cucito che Fedez gli proporrà. Miglior match-up giudice – concorrente che ci potesse essere.

Linda voto 9: Dulcis in fundo. E non perché sia la voce più emotiva e penetrante di questa edizione: Linda Riverditi è già a pieno merito tra le cantanti più apprezzate della trasmissione, un punto di riferimento per i telespettatori che non seguono con costanza il programma. 2003 di Cuneo, voce da "Coraline" dei Maneskin e "Rootless Tree" di Damien Rice, tratti ancora da correggere e un'empatia con il pubblico e con i giudici, difficilmente contrastabile. C'è chi la indica già tra le finaliste del programma, ma è ancora troppo presto. La giovane età e l'emotività potrebbe giocarle un brutto scherzo: la sua salvezza si chiama Federico Lucia, in arte Fedez, nel tempo sempre preparato a disegnare un vestito adatto a questo prototipo di anime musicali.

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