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I-Days Festival, 50 mila persone in tre giorni e la promessa di tornare nel 2017

Tre giorni di musica, passando dall’elettronica al pop e al rock per l’I-Days, il festival che si è tenuto nel Parco di Monza portando 50 mila persone totali e artisti come Pasul Kalkbrenner, Sigur Rós, Suede e Stereophonics.
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L'energia di Brett Anderson, leader e anima dei Suede e del brit pop tutto ha chiuso la tre giorni della prima edizione dell'I-Days festival che si è tenuta il weekend scorso al Parco di Monza, dove si sono alternati sul palco gruppi artisti come Paul Kalkbrenner, Sigur Rós e Stereophonic, oltre a una serie di giovani promesse come Shura, Honne, Sophie, Formation e Joan Thiele, tra gli altri. Tre giorni che hanno attraversato diversi generi per la prima edizione del festival nato dalle ceneri dell'Independent Days, organizzato dal 1999 al 2012 all'Arena Parco Nord di Bologna, che pure portò in Italia grossi nomi della musica mondiale e che quest'anno si è unito col Brianza Rock Festival per ridare vita a uno dei momenti più interessanti del panorama festivaliero italiano.

Il primo giorno con Bloc Party e Paul Kalkbrenner

E ad ascoltare questa tre giorni di musica vissuta 24 ore su 24, con una serie di aree che permettevano ai partecipanti di vivere completamente e per tutta la giornata l'aria del festival, sono arrivate circa 50 mila persone, stando a quanto dichiarato dagli organizzatori, con 15 mila biglietti in prevendita e qualche piccolo problema tecnico capitato soprattutto nell'ultimo giorno, durante il set dei Suede. A parte questo, però, sono stati tre giorni di festa che hanno accompagnato il pubblico tra elettronica, dance e rock, con l'apertura dei Doc Brown, passando per l'elettropop di Michele Bravi e il rock dei Bloc Party fino a Paul Kalkbrenner, ovvero uno dei dj più conosciuti e amati al mondo che ha fatto ballare il pubblico per un paio di ore con alcuni dei pezzi più amati, da ‘Cloud Rider' a ‘Feed Your Head', pezzo che elabora un campione dei Jefferson Airplane.

Il secondo giorno con Stereophonics e Sigur Rós

Il giorno dopo è stato un po' più dedicato alle chitarre: si è partiti con il synth-pop di Shura che ha aperto le danze presentando il suo nuovo "Nothing's Real", che ha mostrato la sua bravura per un'artista di cui sentiremo parlare nei prossimi mesi, dopo di lei gli Honne, prima che sul palco principale salissero prima gli Stereophonic che oltre alle tracce del loro ultimo album hanno suonato anche successi come "Have a Nice Day" e "Maybe Tomorrow", prima dell'arrivo degli attesissimi Sigur Rós che davanti a 10 mila persone hanno tenuto un set tiratissimo e una scenografia imponente, suonando i loro maggiori successi con ‘Glosoli', ‘PopplagiD' e ‘Kveikur', tra le altre.

Il terzo giorno con Biffy Clyro e Suede

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L'ultima giornata s'è chiusa col rock dei Bliffy Cliro e il brit pop dei Suede, appunto, che hanno messo fine a questa tre giorni. Prima di loro il post-punk degli Eagulls e la new wave degli Anteros a fare da antipasto alla band di "Ellipsis" pubblicato pochi giorni fa, ma l'attesa era soprattutto per il gruppo capitanato da uno dei frontman più amati dell'Inghilterra di questi ultimi decenni, Brett Anderson, puntando sui grandi classici come "She's in Fashion" e "Beautiful Ones" oltre a pezzi più nuovi come "When You Are Young" e "Outsiders". Prima di chiudere, gli organizzatori hanno voluto fare una promessa, ovvero quella di ritrovarsi anche l'anno prossimo, per un festival che spera di diventare un appuntamento fisso dell'estate musicale italiana.

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