Se uno pensasse alla storia di ‘Amici', la scuola pensata da Maria De Filippi e antesignana di tutti i talent fioriti successivamente, avrebbe sicuramente alcuni artisti simbolo che conserva nella memoria e che al solo guardare una foto farebbe riaffiorare un pezzo della propria giovinezza. Quella in cui Mtv ancora faceva il suo, internet era per pochi, Facebook… quale Facebook? C'era la tv, svago principale dei giovani e c'era l'inizio di una cosa che avrebbe sconvolto una bella fetta del mercato discografico italiano. C'era una scuola in cui ogni anno, selezionati da professori che erano dei nomi nomi noti, selezionavano quelli che pensavano potessero avere le carte in regola per sfondare nel mondo dello showbiz. L'idea era quella di formare persone in grado di affrontare a tutto tondo canto, ballo e recitazione. Delle vere e proprie macchine da guerra.

L'importanza dei talent

L'idea, come si scoprirà in seguito era buona, almeno nella parte che riguardava il canto, ma lo avremmo scoperto solo qualche anno dopo. I primi anni, invece, il mercato non aveva ancora capito come sfruttare al meglio la grande promozione televisiva, dando quindi ai vincitori delle prime edizioni l'illusione di avercela fatta, per poi rispedirli in un mondo fatto di seconde linee e fatica enorme per mantenere vivo il ricordo nella mente dei fan. Seconde linee che non significa fallimento, come ci è capitato più volte di scrivere, ma semplicemente non la notorietà che poi in seguito avrebbero avuto i vari Carta, Amoroso, Marrone, Dear Jack e The Kolors.

La vittoria ad ‘Amici'

Nel 2003 a vincere l'edizione fu una ragazza minuta ma dalla voce molto interessante, Giulia Ottonello. Ecco, lei sì che ce la farà, si disse e in effetti a modo suo ce l'ha fatta. Non ha distrutto le classifiche, certo, ma qualche soddisfazioni se l'è tolta: dopo la vittoria, la ragazza, infatti, andò in tour con Gigi D'Alessio, duettò con Gloria Gaynor e fu messa sotto contratto dalla Sugar di Caterina Caselli, etichetta che fa dello scouting la propria forza e che attualmente ha sotto contratto artisti del calibro di Elisa, Negramaro e Bocelli. Insomma, pareva che tutto girasse al meglio. Poi strappò quel contratto e si concentrò su altro. Collaborò con alcuni colleghi, ma alla fine decise di intraprendere la strada per cui, in qualche modo, era stata formata e che, come lei, hanno percorso altri dei ragazzi usciti da quella scuola: il musical. Divenne quello l'ambito principale in cui la Ottonello si è cimentata e che ancora oggi la vede protagonista.

Il successo nei musical de La Compagnia della Rancia

Il debutto fu nel 2004 quando partecipò, assieme alla Compagnia della Rancia, a ‘Cantando sotto la pioggia', assieme a Raffaele Paganini e successivamente allo spettacolo ‘Squali – Una storia vera un sogno'. La sua voce diventa un must per la compagnia per cui recita anche in "Cats" nel ruolo di Grizabella e “Frankestein Junior” nel ruolo di Elizabeth Benning, e nel frattempo quella voce la presta anche per alcuni doppiaggi, diventando Amy Adams in "Come d'incanto" e collaborando con "I Muppet" della Walt Disney e interpretando anche Karen in ‘Fuga di cervelli', il primo film girato da Paolo Ruffini. Se è vero che il teatro rimane la sua più grande passione ed è una delle protagoniste di ‘Cabaret', il nuovo spettacolo di Saverio Marconi che riprende il celebre film del 1972 di Liza Minnelli, in cui reciterà nei panni di Sally Bowles al fianco di Giampiero Ingrassia, è anche vero che la musica continua a interessarle anche a solo.

Il nuovo album ‘I miei colori'

Nei giorni scorsi, infatti, la Ottonello ha portato in giro il suo spettacolo ‘I miei colori – Live Tour 2015' in cui ha presentato i brani del suo album omonimo, e alcune delle cover che l'hanno maggiormente ispirata:

Tenendo conto delle infinite sfumature dell'animo umano e della vita – racconta Giulia Ottonello –  Tenendo conto di quanto siano eclettici i miei gusti musicali. Tenendo conto che a me di base non piacciono i confini, le "etichettature" ed i giudizi, che quasi sempre sono intrisi dal pregiudizio. In più, considerato il momento storico che stiamo vivendo, trovo che non potesse esserci titolo migliore da dare al mio primo album, ed in seguito, al concerto. Questo viaggio intenso, lo percorro con musicisti bravissimi, musicisti che mi hanno conquistata non solo per il loro talento ed esperienza, ma soprattutto per la loro umanità, che emerge in ogni nota.