Tra i tanti artisti e protagonisti del mondo dello Spettacolo che nei giorni scorsi hanno espresso condoglianze per la morte di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso a Colleferro, c'è anche chi, come Ghali, ha voluto cogliere l'occasione anche per ricordare di essersi ritrovato anche lui in situazioni del genere, ma con più fortuna. Il rapper, che da qualche anno è uno dei rappresentanti più interessanti del nuovo pop italiano, dopo aver sdoganato le sonorità trap al grande pubblico, ha postato un'immagine del ragazzo di Colleferro ucciso, stando alle testimonianze dei giorni scorsi per aver tentato di fare da paciere a seguito dello scoppio di una rissa, e per la cui morte sono indagate cinque persone con l'accusa di omicidio.

Il post di Ghali per Willy

Giustizia per Willy Monteiro Duarte. 21 anni, era intervenuto per calmare una rissa ed è stato pestato a sangue fino a non respirare più. Willy è stato ucciso dall’ignoranza, dall’odio, dal razzismo e dagli ideali di 4 ragazzi del quale i familiari hanno risposto dicendo: “era solo un immigrato”. È un problema ricorrente nel nostro paese e mi ha fatto tornare in mente alcuni episodi della mia vita in cui l’ho scampata per un pelo, in cui aspetti che si stanchino di tirare calci e pugni, in cui chiedi pietà e il perché sperando di riuscire a rialzarti da terra. I veri criminali sono altri, i veri atleti sono altri. Gli occhi di Willy sono altri. Gli occhi della nuova generazione, di chi è stanco di fare a pugni, di chi cerca altro, di chi a differenza mia e dei miei coetanei non ha bisogno di ribadire dei concetti basilari come quelli sulla violenza. Che questo sia l’ennesima sveglia per quanto sia inimmaginabile il dolore dei suoi cari. È così egoista fare di una tragedia una lezione ma infondo spero che lo sia per tutti. Siamo stanchi, il pentimento tardivo non serve a nulla in casi come questo. Giustizia per Willy 🤞🏽 #giustiziaperwilly

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Ghali, quindi, chiede che sia fatta "Giustizia per Willy Monteiro Duarte. 21 anni, era intervenuto per calmare una rissa ed è stato pestato a sangue fino a non respirare più. Willy è stato ucciso dall’ignoranza, dall’odio, dal razzismo e dagli ideali di 4 ragazzi del quale i familiari hanno risposto dicendo: ‘era solo un immigrato'" scrive il cantante riprendendo le parole di alcune persone vicine agli indagati e ricordando come anche a lui siano capitati episodi del genere: "È un problema ricorrente nel nostro paese e mi ha fatto tornare in mente alcuni episodi della mia vita in cui l’ho scampata per un pelo, in cui aspetti che si stanchino di tirare calci e pugni, in cui chiedi pietà e il perché sperando di riuscire a rialzarti da terra".

Giustizia per Willy

Per concludere Ghali parla di come le nuove generazioni siano tendenzialmente contro il concetto di violenza, del fare a pugni: "I veri criminali sono altri, i veri atleti sono altri. Gli occhi di Willy sono altri. Gli occhi della nuova generazione, di chi è stanco di fare a pugni, di chi cerca altro, di chi a differenza mia e dei miei coetanei non ha bisogno di ribadire dei concetti basilari come quelli sulla violenza. Che questo sia l’ennesima sveglia per quanto sia inimmaginabile il dolore dei suoi cari. È così egoista fare di una tragedia una lezione ma infondo spero che lo sia per tutti. Siamo stanchi, il pentimento tardivo non serve a nulla in casi come questo. Giustizia per Willy  #giustiziaperwilly"