Tony Cucchiara (LaPresse)
in foto: Tony Cucchiara (LaPresse)

È morto a Roma, all'età di 81 anni il musicista siciliano Tony Cucchiara, considerato uno degli innovatori del musical italiano, ma anche protagonista della vita musicale con il duo folk assieme alla moglie Nelly Fioramonti e con partecipazioni a Festival importanti come il Cantagiro e il Festival di Sanremo. Cucchiara, nato ad Agrigenti è stato anche uomo di teatro e autore di programmi per la tv, cominciando con la Rai negli anni 60, quando fu scritturato dalla tv di Stato e fece amicizia con Pippo baudo, siciliano anche lui e come oggi sappiamo, figura fondamentale per la televisione italiana. Cucchiara, come scrive l'Ansa riassumendone la carriera, firma un contratto discografico con la Sprint, casa satellite della Durium e dal 1961 è ospite fisso di Baudo a Fico d'India.

E a proposito di Sicilia, il musicista stringe un sodalizio artistico e amicale assieme al regista Michele Guardì e il maestro Pippo Flora, sodalizio che durerà tutta la vita. Gli anni 60/70 sono quelli in cui Cucchiara partecipa a varie edizioni dei maggiori concorsi canori dell'epoca e così nel 1962 partecipa al Cantagiro, nel 1969 e nel 1971 a Un disco per l'Estate finché nel 1972 arriva da esordiente sul palco dell'Ariston con la canzone "Preghiera" che, però, non arriva alla fase finale.

Oltre a questa parte della sua vita e al gruppo con la moglie, Cucchiara si distingue, col tempo, per le sue commedie musicali partendo da "Caino e Abele", un musical che affronta il tema della violenza attraverso i secoli e che incontra subito i gusti del pubblico più giovane, passando per "Storie di periferia", "Tragicomica con musiche", "La baronessa di Carini", "Swing", "Il conte di Montecristo" e "Pipino il breve". Da 15 anni Cucchiara era anche autore di trasmissioni Rai come "Uno mattina" e "In famiglia" al seguito proprio di Guardì che all'Ansa ha dichiarato: "È stato – dice – uno dei più grandi autori siciliani che va ricordato per l'amore con il quale ha rappresentato in teatro la nostra terra. Un grande artista, ma anche un grande lavoratore. Siamo stati vicini per decine di anni in televisione dove, pur essendo un ‘numero uno', ha sempre lavorato alla pari e senza montare in cattedra con tutti noi suoi colleghi. Con lui se ne va un pezzo importante della storia dello spettacolo in Italia".