Jean-Philippe Smet, in arte Johnny Hallyday, è morto questa notte all'età di 74 anni. Da un anno lottava contro un cancro ai polmoni e per questo era scomparso dalle scene. La notizia della malattia era stata data dalla moglie Laeticia Hallyday che, poche ore fa, ha rilasciato un comunicato annunciante la morte del rocker francese: "Johnny Hallyday è andato via. Scrivo queste parola senza potervi credere. E tuttavia è proprio così. Il mio uomo non c'è più, ci ha lasciati questa notte così come ha vissuto lungo tutto il corso della sua vita, con coraggio e dignità". Era stato ricoverato nella notte tra domenica e lunedì per problemi respiratori.

Il malore della settimana scorsa.

Erano mesi che il cantante, uno dei simboli del rock d'Oltralpe, lottava contro il cancro, diagnosticatogli all'inizio del 2017. In questi mesi le notizie sulle sue condizioni di salute si alternavano periodicamente. Qualche settimana fa Hallyday fu ricoverato in una clinica a causa di problemi respiratori, ma dopo pochi giorni fu dimesso. Chi gli era vicino parlava di un cantante in condizioni migliori: "Va tutto bene, Johnny è a casa sua, si riposa ed è molto contento di come sta andando l'album ‘On a tous quelque chose de Johnny'" ("Tutti abbiamo qualcosa di Johnny")" come disse a Le Figaro il suo musicista Yarol Poupaud.

La carriera di Hallyday.

Nato il 15 giugno del 1943 a Parigi, Hallyday si appassiona al mondo dello spettacolo grazie alle figlie della zia paterna che lo cresce a Londra. Tornato a Parigi coltiva la sua passione per la musica e il cinema e nel 1959 partecipa a una nota trasmissione televisiva che lo farà entrare in contatto con il direttore artistico di Vogue che lo assume. Nel 1960 pubblica il primo disco e pochi mesi dopo fa uscire il secondo "Souvenirs souvenirs" che è il suo primo vero successo. Da quel momento in poi la sua  carriera è lanciata, le sue esibizioni fanno impazzire i ragazzi francesi e comincia a essere ospitato in festival e trasmissioni importanti. Dopo un inizio orientato verso sonorità yéyé, genere in voga tra i giovanissimi, vitra verso il rock e il rythm'n'blues. È "Que je t’aime" a segnare la svolta e poco dopo comincia anche la sua carriera da attore. Dopo un periodo di stanca all'inizio degli 80, Hallyday torna in carreggiata grazie all0incontro con Michel Berger con cui scrive "Quelque chose de Tennessee". la vita privata continua tra matrimoni, figli e divorzi. Da ricordare i suoi concerti al Parc des Princes nel 1993 per festeggiare i suoi 50 anni e quello allo Stade de France nel 1998.

Il primo cancro e poi la morte.

Nel 1998 fa ancora scandalo quando in un'intervista a Le Monde ammette di fare uso di cocaina per "lavorare, far ripartire la macchina e tenere botta", ma il pubblico continua ad adorarlo e la dimostrazione sono le 500 mila persone che si radunano alla Tour Eiffel nel 2000. Hallyday continua a vendere milioni di dischi e anche dopo lo stop del 2009 a causa di problemi di salute – gli viene diagnosticato un cancro da cui riprende dopo una lunga convalescenza. ma il cancro tornerà e questa volta sarà fatale.

Il ricordo di Emmanuel Macron.

"Abbiamo tutti, in noi, qualcosa di Johnny", Emmanuel Macron, con un comunicato diffuso dall'Eliseo in piena notte, citando l'album di cover con cui molti cantanti francesi avevano reso omaggio al collega. Un album che era volato primo nella classifica di quelli più venduti, nella settimana d'esordio.

Le collaborazioni con Zucchero e Pausini.

Hallyday era una vera e propria star in Francia e non solo. Nel nostro Paese era conosciuto perché aveva duettato con artisti come Zucchero e Laura Pausini, oltre ad aver tradotto in francese Celentano (celebre la sua versione di "24000 baci").