Don Gianni Citro, fondatore del Meeting del Mare
in foto: Don Gianni Citro, fondatore del Meeting del Mare

Da 22 anni il Meeting del mare porta in Campania e in Cilento, in particolare, alcuni tra i migliori artisti italiani: nomi più noti a cui, però, si accompagnano ogni anno decine di gruppi giovani e giovanissimi a cui Don Gianni Citro, parroco ma anche fondatore e direttore artistico della rassegna, cerca di dare la massimo visibilità possibile. Studente di Conservatorio, fulminato sulla strada del Signore, Don Gianni non ha mai abbandonato la sua passione per la musica, facendola diventare un appuntamento ormai immancabile della primavera campana, portando sul palco di Marina di Camerota artisti del calibro di Franco Battiato, Vinicio Capossela, Francesco De Gregori, Caparezza, Elio e le StorieTese, Baustelle, Mannarino, Subsonica, Piero Pelù, Gogol Bordello, Bombino, Carmen Consoli, Afterhours, Negrita,Elisa, J-Ax, Max Gazzè, Daniele Silvestri, solo per citarne pochissimi.

Sempre attento a quello che avviene nel paese ("Passo un interno inverno a scrutare con spasmodica curiosità quello che succede sulla scena musicale" dice ai microfoni di fanpage.it) quest'anno Don Gianni ha scelto tre nomi diversi tra loro ma che rappresentano tre pagine importanti di quello che avviene in Italia: gli headliner di questa edizione che si terrà dall'1 al 3 giugno, infatti sono Frah Quintale, Cosmo e i Mellow Mood (a cui si affiancheranno, tra gli altri, Earthlife, Lello Tramma, Simone Spirito, Guido Bruzzese, Dutty Beagle, Megàle, Zompa Family, Atlante, I Semi d'Ortica, Cosmorama, I Cieli di Turner e molti altri, per un totale di 50 esibizioni).

Don Gianni, ci racconti un po’ questa nuova edizione del Meeting che sta per partire.

Penso che sia complicato raccontare un evento come il Meeting. La verità è che bisognerebbe viverlo. Tuttavia provo a dirvi che ci sono in questa edizione dei fatti davvero inediti che mi entusiasmano molto, come ad esempio alcune mostre fotografiche e alcune installazioni d'arte che si immergono letteralmente nell'area concerto, tra la folla della musica, e impongono al pubblico di essere attraversati. E poi 80 band emergenti, che sono davvero tantissime, tra quelle del Meeting del Mare Camp e quelle della rassegna, e diventano sempre di più rispetto alle precedenti edizioni, e attestano quanto sia difficile per noi dire di no a chi chiede di poter suonare e raccontarsi. Per questo dicevo che è complicato raccontare il Meeting, perché in realtà io stesso sto aspettando di poterlo rivivere per la ventiduesima volta e poterne sentire il racconto.

Come sempre la sua attenzione per la musica che gira in Italia è ampia, come mai ha scelto Frah Quintale, Cosmo e Mellow Mood come headliner?           

Passo un interno inverno a scrutare con spasmodica curiosità quello che succede sulla scena musicale. Questo è un lavoro eccitante ma anche molto complicato perché l'offerta musicale ormai è un fiume in piena che ci travolge attraverso i grandi canali della comunicazione mediatica. Ho scelto questi tre artisti perché esprimono tre pagine diverse della scrittura musicale di questo momento e di ciascuna di esse sono, a mio parere, quanto di più nuovo ed interessante la scena italiana proponga. Senza dubbio ci sono tantissimi altri nomi di assoluto interesse ma, o ci sono già stati oppure avremo senz'altro tempo di ospitarli.

Non mancheranno, come accade ormai da anni, gruppi giovanissimi. Cosa vuol dire per un festival come il suo – e quali difficoltà porta – avere band giovani da affiancare a nomi noti?

Non mi sta bene dire che non mancheranno perché il Meeting del Mare nasce e si costruisce sul primato della musica emergente. Il palco del Festival è anzitutto il loro palco per molte ore dal pomeriggio a sera. A fine giornata abbiamo sempre un concerto, ma è il cappello su un abito cucito tutto da chi fatica per emergere. È vero, è complicato avere a che fare con i giovani artisti perché spesso inesperti, un po' confusi e, qualche volta, illusi, ma il Meeting del Mare è una preziosa occasione per chiarirsi le idee.

Perché ha scelto “ADESSO” come tema per questa edizione? Cosa vuol dire, per lei, “adesso”?                                       

Per me personalmente, che mi sento nel mezzo del cammino della vita, significa che non devo rimandare più nulla, e che tutto ciò che ho in anima di fare, soprattutto per il bene del prossimo, lo devo fare adesso. Per i più giovani, e in modo speciale per i giovani del Sud, significa che devono imparare a lottare contro la cultura del "vedremo" e della paralisi sociale, e ad assumersi adesso la loro responsabilità rispetto al futuro.

In un video di qualche giorno fa l’abbiamo vista cantare. Come nasce il suo amore per la musica e cosa rappresenta il Meeting per lei?

Ho da sempre una grande passione per l'arte e la creatività in genere, e mi piace la musica dal Rinascimento all'elettronica. Ho anche fatto qualche anno di conservatorio, studiavo canto e promettevo bene, ma la vocazione al sacerdozio ha prevalso e, attualmente, canto solo in chiesa. Il Meeting è un luogo dove si canta e mi interessa enormemente sentir parlare del mondo attraverso le canzoni.

Per la zona, invece? Ormai è un’istituzione per il Cilento e la Campania tutta.

Il Meeting esiste da 22 anni e ovviamente è diventato un'istituzione. Tutti ne parlano, lo criticano, ma poi lo aspettano con ansia. Per il territorio è un potente attrattore. Crea un importante flusso turistico in bassa stagione ed apre una vetrina molto colorita su tutte le nostre risorse.

Il Meeting è cresciuto tantissimo negli anni e sebbene la musica sia il centro attorno a cui ruota tutto la rassegna ha ormai una visione molto più ampia che si allarga anche ad altri ambiti, giusto?                              

Giustissimo, perché se è vero che la musica fa la voce grossa dell'evento, è vero anche che essa ci aiuta a mettere in risalto tante altre forme espressive, dalla letteratura al cinema, a tutte le arti figurative. Il Meeting del Mare non tralascia nessun linguaggio per parlare ai giovani.

Senta, questa cosa che un parroco organizzi un festival musicale è diventata la normalità o c’è ancora chi la vede come una stranezza?

Credo che la stagione infuocata della stranezza sia ampiamente superata. Oggi anche nella chiesa si respira aria nuova e i cristiani bigotti sono diventati davvero fuori luogo. Poi penso anche che un po' di stranezza non guasti se serve a suscitare un po' di attenzione in più sull'universo giovanile.