Da Last.fm a Last.tv
Dopo il lancio delle prime stazioni radio in HD targate Last.fm, la CBS, che nel 2007 acquistò il celebre servizio di musica in streaming da una compagnia londinese, vuole ora dedicarsi al mondo del video streaming.
Molto presto (si parla di gennaio per quanto riguarda il Regno Unito e il resto d'Europa) il colosso statunitense si prepara a lanciare un servizio chiamato Last.tv che fornirà una copertura streaming appunto di diversi festival musicali e performance live di diversi artisti di fama internazionale. Inoltre i responsabili di Last.fm non escludono di poter produrre degli eventi ad hoc loro stessi per tutti gli amanti di questo servizio e della musica in generale.
Last.tv sarà inizialmente accessibile dal sito di Last.fm ma non è escluso un sito individuale per questo servizio in futuro, a seconda del successo o meno dell'iniziativa.
Per ora i dirigenti di Last.fm pensano includere Last.tv nel costo di registrazione a Last.fm, ma il servizio sarà sovvenzionato anche da pubblicità e sponsor vari per non dover gravare troppo sulle spalle degli utenti ed incentivare il grande pubblico ad usufruire del servizio. Last.fm, infatti, è un servizio gratuito negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Germania, mentre nel resto del mondo prevede una quota di registrazione dopo un periodo di prova di trenta giorni. Nei video offerti da Last.tv è molto probabile la presenza di spot pubblicitari immediatamente prima e dopo i video stessi. I dirigenti sono al momento in cerca di questi eventuali sponsor.
L'iniziativa si inserisce all'interno di una serie di operazioni commerciali volte a far sentire la presenza di Last.fm sul mercato della musica in streaming online e a porre il servizio in concorrenza con altri colossi già presenti sulla rete quali SkyMusic ma soprattutto Youtube e Myspace che ormai sono diventati un must per ogni giovane artista in cerca di visibilità.
Valentina