Cesare Cremonini ha ricordato il padre Giovanni, scomparso lunedì 16 settembre all'età di 94 anni con un messaggio su Instagram. Sui suoi social il cantante ha voluto condividere un pensiero per l'uomo che per molti è stato un punto di riferimento, come ha dichiarato a Fanpage.it il sindaco di San Lazzaro Isabella Conti, descrivendolo come "il classico medico di famiglia con varie specializzazioni, un punto di riferimento per tutto il nostro territorio, una figura di quelle che oggi non esistono più, per abnegazione e dedizione in anni in cui il medico di famiglia faceva tutto, parti, punture. Andava nelle case dei contadini, si metteva a disposizione, non si è mai risparmiato. Amava la sua gente".

L'importanza del padre per la comunità

"Eri nostro padre, mio e di mio fratello Vittorio, ma anche ‘al dutåur', il dottore, per tutti gli altri. Scegliesti un angolo del mondo per cominciare. Un posto dove nessuno prima di allora aveva mai visto un medico. E dopo tutta una vita dedicata agli altri, hai visto? Oggi in tantissimi vogliono dirti grazie. Al posto mio avresti di sicuro smorzato l’emozione con uno dei tuoi proverbi" ha scritto il cantante a corredo di un video che vede lui e il fratello, piccoli, che giocano in braccio al papà. Cremonini ha sottolineato proprio la funzione sociale e il bene che i suoi pazienti gli volevano: "I tuoi pazienti sono stati i tuoi figli e io sono orgoglioso di essermi sentito pari a loro. Da ogni visita notturna tornavi con un regalo per me e mio fratello, e mi raccontavi chi erano le persone che avevi guarito. Ci hai insegnato così il valore dell’uguaglianza e della gratitudine nel fare parte di una comunità".

Il primo fan del figlio

Il padre è stato, evidentemente, anche il suo primo fan: "Mi hai visto partire da un pianoforte più alto di me, appoggiato a un muro di casa, dove mi chiedevi di suonare la sera per toglierti la stanchezza, e mi hai visto arrivare dove ho sempre sognato. Non smetterò mai di pensarti e cantarti, perché con te il mondo era più bello. Ma se una canzone che stia al posto tuo non c’è, eccola qua. È come se fossi con me. Ciao babbo. Cesare e Vittorio"

Eri nostro padre, mio e di mio fratello Vittorio, ma anche “al dutåur”, il dottore, per tutti gli altri. Scegliesti un angolo del mondo per cominciare. Un posto dove nessuno prima di allora aveva mai visto un medico. E dopo tutta una vita dedicata agli altri, hai visto? Oggi in tantissimi vogliono dirti grazie. Al posto mio avresti di sicuro smorzato l’emozione con uno dei tuoi proverbi. I tuoi pazienti sono stati i tuoi figli e io sono orgoglioso di essermi sentito pari a loro. Da ogni visita notturna tornavi con un regalo per me e mio fratello, e mi raccontavi chi erano le persone che avevi guarito. Ci hai insegnato così il valore dell’uguaglianza e della gratitudine nel fare parte di una comunità. Mi hai visto partire da un pianoforte più alto di me, appoggiato a un muro di casa, dove mi chiedevi di suonare la sera per toglierti la stanchezza, e mi hai visto arrivare dove ho sempre sognato. Non smetterò mai di pensarti e cantarti, perché con te il mondo era più bello. Ma se una canzone che stia al posto tuo non c’è, eccola qua. È come se fossi con me. Ciao babbo. Cesare e Vittorio.

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