Allie X è stata una delle scoperte pop più chiacchierate dell'anno negli Usa. Protagonista con l'album "CollXtion II", seguito dell'Ep "ColleXtion I", in Italia ha deciso di pubblicarla la Sugar di Caterina Caselli che ha allargato, così, il proprio roster a un'artista internazionale. Una prima volta importante che ha come protagonista una cantante molto amata anche da colleghe più note come Katy Perry, che ha spinto non poco il singolo "Paper Love" e Troye Sivan con cui ha scritto l'album "Blue Neighborhood": "Sono usciti ‘CollXtion I' che è un Ep e ‘CollXtion II' che è un album di 10 canzoni, potete pensare alla X del nome come a una domanda senza risposta. Sento di aver imparato molto con questi due dischi, ma non mi sento molto vicina a quello che vorrei sapere: le domande che mi sono fatta in questi anni sono molto in sintonia con quelle del disco, un modo di analizzare la tua storia e i pezzi della tua esistenza, cercando di capire chi sei adesso e quanto di te è stato costruito dalle tue esperienze".

Gli esordi di Allie X.

La cantante ha spiegato che questo progetto le è servito a trovare se stessa e le sue verità e che pian piano ha capito alcuni meccanismi della composizione: "Ho sempre scritto al pianoforte, sono una pianista da quando ho iniziato a cantare e ho sempre scritto così, quando poi ho iniziato a lavorare con dei produttori, non riuscivo a comprendere bene la produzione, come trasformare quello che scrivevo in un prodotto finale. Tutti i miei amici erano in band indie rock e cercavo di imitarli, ma non funzionava, e solo quando ho cominciato a imparare la produzione ho iniziato a far uscire i miei demo ho capito che facendo della musica pop, e della roba elettronica e a quel punto mi sono messa sui synth ed è stato molto importante per me".

Le battaglie della comunità LGBTQ.

Allie X è anche molto vicina alle battaglie della comunità LGBTQ che le corrisponde l'affetto: "Essere vicina alla comunità LGBTQ ha molto significato per me, ho sempre avuto quella comunità come un posto in cui sentirmi a mio agio e accettata. Poter ricambiare questa cosa con la musica che faccio per raggiungermi per me significa tanto".

Incontrare il pubblico oltre i social.

Cinquantamila fan su Facebook, altrettanti, più o meno, su Twitter e Instagram sono numeri destinati a crescere, ma che sono un buon bacino di partenza per tastare il polso dei suoi fan, anche se, spiega a Fanpage.it, i social non possono essere tutto e, soprattutto non potranno mai sostituire l'emozione del live: "La cosa più bella del fare i concerti è incontrare il pubblico e dare una faccia agli utenti di Twitter, abbracciarli e ascoltarli, è molto più diretto rispetto al modo in cui percepisci con i numeri dei social, perché è quello che attualmente guardano nell'industria musicale: ‘Quanti follower hai?'. La parte peggiore è che ti stanchi molto e ti ammali".