Da diverse ore un caso internazionale che coinvolge il mondo della musica, in particolare quello del rap americano, tiene banco su giornali e social di tutto il mondo, riuscendo a chiamare in causa personaggi molto influenti come Kim Kardashian, Kanye West e addirittura il presidente americano Donald Trump. Il rapper statunitense A$AP Rocky, uno degli artisti più apprezzati della sua generazione, è detenuto in Svezia da venti giorni, dopo essere stato protagonista di una presunta rissa avvenuta a Stoccolma lo scorso 30 giugno.

Protagonisti due ragazzi svedesi, i bodyguard dell'artista e lo stesso A$AP Rocky, che è accusato di aver aggredito un ragazzo, nonostante i suoi legali sostengano che la reazione avuta dal rapper non sia stata altro che un gesto di autodifesa. L'incarcerazione di A$AP Rocky gli ha impedito di onorare diverse tappe del suo tour europeo, compresa l'unica data italiana di Milano del 17 luglio.

Perché A$AP Rocky è in carcere

Rakim Mayers, questo il nome di battesimo del rapper, si è ritrovato al centro di uno scontro fisico di cui non è chiaro se sia stato vittima o artefice. A documentare in modo controverso quanto accaduto sono diversi video comparsi sul web. Uno, pubblicato proprio dall'account ufficiale Instagram del rapper, mostra come lui e i suoi bodyguard tentano di convincere due ragazzi a non seguirli per le strade di Stoccolma.

Nell'altro, pubblicato da Tmz, si vede invece A$AP Rocky commettere il gesto che in questo momento gli sta costando la detenzione: il rapper trascina uno dei due ragazzi, scaraventandolo per terra e poi continuando ad aggredirlo. Non è ancora chiara la natura di questo gesto, se sia stata una autodifesa, come dicono gli avvocati di Rocky (che in un altro video dice esplicitamente ai ragazzi di non voler fare a botte), o se si tratti invece di una aggressione.

L'intervento di Donald Trump

Rocky non è il solo ad essere finito in carcere, detenuti sono anche due membri del suo staff. Per tutti vale eguale regime, in base al quale non possono essere rilasciati su cauzione, onde evitare che lascino il paese.

Questa la ragione che ha spinto Donald Trump a intervenire. L'inquilino della Casa Bianca, il cui account Twitter è notoriamente il principale strumento di propaganda a sua disposizione, ha fatto sapere tramite un cinguettio di essere intervenuto personalmente nel merito della questione: "Ho telefonata al primo ministro svedese, il quale mi ha assicurato che il cittadino americano sarà trattato bene e in maniera equa". Il presidente ha poi aggiunto di aver assicurato al collega svedese che Rocky non lascerà il paese.

L'intervento di Trump è stato il frutto di diverse sollecitazioni, indirette e poi dirette. Prima sono arrivate le reazioni di tanti amici e colleghi del rapper, che hanno espresso la loro solidarietà. Tra questi Justin Bieber e Nicky Minaj, ma anche e soprattutto Kanye West e sua moglie Kim Kardashian, entrambi sostenitori del presidente e, stando alle ricostruzioni, artefici veri dell'uscita del presidente in merito alla questione.

L'impegno di Kanye West e Kim Kardashian

Un membro dell’amministrazione Trump ha spiegato all'Associated Press come siano andate le cose. Kim Kardashian si sarebbe messa in contatto con il genero e consigliere di Trump, Jared Kushner, al fine di sollecitare un intervento del presidente sulla vicenda. L'informazione sarebbe dunque arrivata al presidente, che ha deciso di spiegare via Twitter cosa avrebbe fatto. Il presidente ha fatto chiaro riferimento a Kanye West, ma è poi arrivato via Twitter il messaggi di ringraziamento di Kim Kardashian.