Nel 1997 un giovanissimo Niccolò Fabi appariva sulla copertina del suo album d'esordio "Il giardiniere", album che grazie a tre singoli come "Capelli", "Rosso" e "Dica" diedero al cantautore romano i primi consensi, quelli che dopo 20 anni di onorata carriera lo avrebbero portato a essere uno dei cantautori italiani più stimati da critica e pubblico. E 20 anni dopo, Fabi ha annunciato un tour e un album, "DIVENTI INVENTI 1997-2017", per festeggiare questo anniversario, schernendosi non poco in questi giorni in cui ha annunciato varie informazioni, dall'uscita ufficiale, fino alla copertina che per la seconda volta lo vede protagonista in copertina. Non è, Fabi, uno che ama le luci dei riflettori, anzi, per registrare il suo ultimo, bellissimo, album "Una somma di piccole cose" se n'è andato in montagna, ispirandosi al cantautorato indipendente americano, a nomi fantastici, ma che non godono della ribalta, almeno di quella italiana.

"Rischio di pippotto autocelebrativo. Pur sfuggendo per quanto posso alla dittatura moderna dei numeri volevo avvertirvi che sto per capitolare di fronte ai festeggiamenti per il ventennale" scriveva nel presentare il progetto che, per quanto riguarda il live, partirà il 28 giugno nella piazza dei Martiri di Carpi (MO), mentre ieri, è dovuto "capitolare" un'altra volta per presentare, appunto, la copertina

Ecco come si perde la lotta contro il compare narciso e la crisi dei cinquantanni. Anche se a dire il vero in questo ventennio di canzoni pubblicate non ho nascosto né i pensieri né la faccia. Ergo una raccolta del genere è giusto ed inevitabile che abbia i pensieri dentro e fuori la faccia. Come contenuto ci sarà un po' di tutto. In questo periodo sto facendo l'archivista il biologo il ricercatore di reliquie e il make up artist. Vi aggiorneró strada facendo. L'ultimo primopiano a colori in copertina risale per l'appunto a venti anni fa. Unica differenza oltre all'invecchiamento è che questa volta è una mia scelta. Così anche l'ultimo cerchio si chiude. 🎯 Baciiiiiiii