in foto: Carlo Conti, Maria De Filippi (LaPresse/ Matteo Rasero)

La partenza è col botto, perché Conti lo sa che iniziare bene è fondamentale e per questo motivo punta sulla nostalgia, con una carrellata sulle canzoni storiche sanremesi che non hanno vinto e soprattutto giocandosi subito la carta Tiziano Ferro in coppia con Luigi Tenco. Un ingresso in bianco e nero – perché non poteva essere altrimenti un omaggio a Tenco – per Tiziano Ferro che dà il giusto senso di malinconia e un'esibizione à la Ferro che non getta via un classicone come "Mi sono innamorato di te", uno di quelli che è difficile ascoltare con parole diverse da quello del cantautore piemontese.

Se la conduzione di Conti a Sanremo abbiamo imparato a conoscerla, quella di Maria è la più attesa, ma la regina della tv italiana mantiene un profilo basso, punta su quello che l'ha resa quello che è e la sua conduzione ricalca quello che è lo stile delle sue trasmissioni, riuscendo a non snaturarsi: basti vedere la presentazione, emozionale, delle Forze dell'Ordine. Una prima puntata che a livelli di conduzione fila abbastanza liscia, mentre sul fronte canzoni, beh, non cambia molto rispetto a quello che dicevamo qualche settimana fa, durante l'ascolto in anteprima: pochi picchi, anche con l'orchestra. A pagarne le spese sono il Clementino, la memoria di Ron e Giusy Ferreri – forse la vera sorpresa di questa triade – che non passano al primo turno e dovranno giocarsi l'ingresso giovedì sera.

È sempre Tiziano Ferro, come successe due anni fa, a prendersi la platea, sia a solo che con Carmen Consoli, nella prima esibizione di sempre del loro singolo "Il conforto", così come è Ricky Martin che scuote l'Ariston con la sua dance latino americana e il mix di successi che scatenano tutti. Crozza fa il suo nella copertina, con una comicità bipartisan che non risparmia nessuno, ma sa di già visto, mentre è abbastanza imbarazzante l'imitazione di Bob Dylan fatta da Ubaldo Pantani che non riesce a far ridere neanche per un secondo.

Imbarazzante è anche leggere i social quando arriva Diletta Leotta, bellissima nel suo vestito rosso, che si prende lo spazio per parlare di quello che le è capitato mesi fa, ovvero il furto di alcune sue foto intime. Nonostante sia lei la vittima e nonostante siamo nel 2017 esiste chi la critica per un vestito scosciato, come se la cosa avesse a che fare qualcosa con la denuncia che ha fatto e la cosa peggiore è che arriva da colleghe famose che farebbero bene a fare un passo indietro. Menzione speciale per i ragazzi di MaBasta, esempio che volendo si può fare qualcosa di concreto e così lanciano un bel messaggio contro il bullismo. C'è da imparare, anche da ragazzi ai primi anni di Liceo e il sempre incantevole Rocco tanica, forse l'unico a ricevere consensi unanimi sempre.