Dopo due mesi e mezzo di fermo forzato, legato alla necessità di sottoporsi a un intervento alle corde vocali, Luciano Ligabue è tornato sul palco. Lo ha fatto approfittando della cornice dell’Arena di Verona, in occasione della prima puntata dei Wind Music Awards 2017. Intervistato dal Corriere della Sera, l’artista si dice euforico, pur confessando di essere arrivato da uno dei periodi più difficili della sua vita

Avevo un po’ di strizza perché comunque c’era una diretta tv e sentivo gli occhi di tutti puntati su di me. E poi mi domandavo se non portasse un po’ di sfiga scegliere di rientrare con una canzone dal titolo Ho fatto in tempo ad avere un futuro… Mi sono concentrato sull’intonazione e sulla performance. Ho cercato subito la gente che stava sulle gradinate ai lati del palco, ero sicuro di avere una risposta forte da quella zona più che dalle prime file. Alla fine è andata bene. È ancora presto per dirlo ma dovrei aver guadagnato un timbro più limpido e maggiore capacità espressiva.

Era il marzo del 2017 quando Ligabue annunciò la necessità di interrompere il suo tour a causa di un problema alle corde vocali. Adesso Liga è tornato, ma non nasconde di aver vissuto un trauma

Ho vissuto un trauma. Ho dovuto lasciare la cosa che mi dà più gioia, essere sul palco. È stata la serata artisticamente più difficile della carriera. La sera prima avevo fatto un concerto pazzesco, ero euforico. Ma quel pomeriggio durante il soundcheck ho capito che qualcosa non funzionava. Ho lavorato col mio vocal trainer ma è stato inutile. Sul palco la situazione non era gestibile: al posto di un “la” dalla mia bocca usciva un “sol”. Beato chi ha detto di non aver sentito nulla di strano…

Dopo l’intervento, a Ligabue è stato imposto di non parlare per una settimana

Ci sono quasi riuscito, ma qualche parola mi è scappata. La sera stessa dell’intervento siamo usciti a cena a Lione e quando il cameriere ha chiesto quale acqua volessimo ho risposto io: “gazeuse”. Mia moglie è finita sotto il tavolo dal ridere. Esplora È stato interessante stare una settimana in silenzio. Col telefono spento. Il silenzio fa bene, dovremmo sceglierlo più spesso.

A causare l’edema che lo ha costretto a sottoporsi a un intervento chirurgico è stata un’influenza curata male: “Ho cercato di recuperare ma con un tour così intenso si è trasformata in laringite. Mai più tour a febbraio, lo dice la parola stessa che è il mese delle febbri”.