in foto: Fedez e J–Ax (LaPresse)

"Quanto sei bella Roma" scrive Fedez sul proprio Facebook durante il primo dei due concerti tenuti nella Capitale, nuova tappa del loro "Comunisti col Rolex Tour" primo album che vede assieme lui e J-Ax. E il concerto romano è stato anche l'occasione per tornare a fare un po' di sano dissing, ripercorrendo le polemiche che nei mesi scorsi li ha visti protagonisti contro Marracash e Guè Pequeno con cui si sono susseguiti una serie di botta e risposta poco eleganti. A un certo punto della serata, come si vede in un video che sta girando non poco online, si vede un ragazzo che sale sul palco e comincia a insultare Fedez e J-Ax ripetendo alcune delle critiche che chi non ama i due rapper è solito usare contro di loro: "Sono due miracolati", "Ma che è musica la vostra? È populismo spicciolo", "Vi professate rapper, siete dei poppettari", "Pequeno, Marracash, questa è gente che fa musica vera, non voi marchettari che avete venduto il culo al sistema".

"Lui fa parte della categoria che argomenta in questa maniera le critiche" dice Fedez presentando il ragazzo – che, poco dopo, J-Ax spiegherà essere d'accordo con loro – e le cose che ha detto, prima di difendersi ulteriormente: "Non ho mai professato di essere un rapper rivoluzionario e contro il sistema, ma ho 27 anni e ho sempre fatto quello che volevo senza badare alle conseguenze (…). Io sarò venduto ma quelli che mi criticano di che parlano se non di fi*a e di quanti soldi hanno", dice il rapper, che spiega il perché ha deciso di "vendersi al sistema": "È vero, ci siamo venduti al sistema, faccio la pubblicità delle Giravolte, ma sapete perché? Perché sono figlio di una disoccupata e di un magazziniere che guadagna 1300 euro al mese e quindi so cos'è la miseria".

Poi è la volta di J-Ax che rivendica il suo ruolo nel mondo del rap italiano e nella capacità di crescere ed essere sempre più rilevante: "Sono passato attraverso il bullismo degli anni '80, l'ignoranza degli anni '90, poi nel 2000 quando è esplosa la seconda ondata di rap tutti mi hanno detto che ero finito, me lo dicevano gli hipster e sono sopravvissuto anche a loro. Non so se mi sono venduto al sistema, ma il sistema l'ho fottuto. Noi abbiamo utilizzato il rap per fare la nostra derivazione di musica". Tutto questo discorso per introdurre la canzone "Pieno di stronzi", quella che chiude l'album.