Oltre i Palazzetti, oltre gli stadi, Ligabue ormai è oltre, almeno per ciò che riguarda i suoi live. lanciati dall'ormai storico Campovolo, il cantante di Correggio sta pian piano aumentando le sue opzioni e così ieri sera è cominciata la due giorni che lo vede protagonista del Liga Rock Park al Parco Reale di Monza, dove in 80 mila hanno potuto festeggiare il proprio idolo e cantare con lui buona parte del suo repertorio oltre ai 4 inediti del prossimo "Made in Italy", il nuovo album in uscita il prossimo 18 novembre. Erano in 80 mila ma potevano essere anche di più se, per ragioni di sicurezza, non si fosse deciso di mettere un tetto, come ha spiegato Ferdinando Salzano, di F&P Group, che ha organizzato l'evento con con Claudio Maioli (manager dell'artista e a capo di Riservarossa): "Se avessimo voluto far prevalere l'avidità saremmo andati anche fino a 120mila persone (…). Questa è un'area nuova per noi ed è motivo di orgoglio organizzare questi eventi ne quindi fermarci a 80mila persone ci è sembrato giusto, per motivi di tutela" e anche perché, comunque questa sera ne arriveranno altre 50 mila per assistere all'ultima serata.

I 4 inediti dal prossimo album.

"Posso dire che tutto sommato forse valeva la pena aspettare 370 giorni per avervi avanti, grazie mille ragazzi. Buonasera" è stata, invece, la frase con cui Ligabue ha salutato il suo pubblico dopo 3 ore di live con molta attenzione per capire in che direzione andrà il nuovo lavoro, dopo la pubblicazione del primo singolo "G come Giungla" a cui si sono aggiunte "La vita facile","Ho fatto in tempo ad avere un futuro" e "Dottoressa", suonate su un palco enorme e pieno di luci ed effetti speciali e che hanno fatto da interludio a brani storici della loro carriera, accompagnato sul palco da Federico “Fede” Poggipollini (chitarra), Max Cottafavi (chitarra), Luciano Luisi (tastiere), Davide Pezzin (basso), Michael Urbano (batteria), Massimo Greco (tromba e flicorno), Corrado Terzi (sax baritono) ed Emiliano Vernizzi (sax tenore e sax soprano).

Una carriera in una serata.

E non si poteva non partire da uno dei suoi inni rock, ovvero "Urlando contro il cielo", primo singolo estratto da "Lambrusco coltelli rose & pop corn", album uscito nel 1991 che quest'anno compie, quindi un quarto di secolo e che ha meritato anche di essere chiusura della serata con una versione, però, acustica, chitarra e voce. Ha messo subito le cose in chiaro il Liga che ha inanellato pezzi come "Sogni di Rock ‘n Roll", "Balliamo sul mondo", "leggero",  "Piccola stella senza cielo", "I duri hanno un cuore", "Il sale della terra", "C'è sempre una canzone", "Questa è la mia vita",  "L'odore del sesso", "Quella che non sei"; "I ragazzi sono in giro", "Balliamo sul mondo" e "Lettera a G", brano che il cantante non è solito suonare live per motivi  emotivi ha spiegato e che è diventato, di conseguenza, uno dei momenti più emozionanti della serata.

Dopo il Liga Rock Park, il docufilm su "Made in Italy"

Liga, poi, ha annunciato, oltre alla registrazione dei concerti, anche un docufilm, in collaborazione con Fox, tratto da "Made in Italy", scritta da Emanuele Milasi e Alessia Rotondo, e raccontata per immagini dalla regista Valentina Be: "La struttura del disco si riflette in quella del film in un gioco coerente di rimandi, seguendo il percorso creativo dell’artista, dall’ideazione alla registrazione con la band. Il documentario ha la stessa anima rock dell’album, accelera col ritmo di un assolo di chitarra per fermarsi poi a riflettere come in una ballata elettrica".