Nella sua biografia "50 Palos… e continuo a sognare" (edita in Italia dalla De Agostini), Pau Donés, fondatore e cantante della band spagnola degli Jarabe De Palo – appena uscita con un doppio cd che ripercorre la loro carriera –  ha spiegato che tra le peggiori dieci domande che i giornalisti gli hanno mai posto c'è senza dubbio anche quella sulle origini della canzone che gli ha dato la popolarità mondiale: "Chi è la Flaca della canzone?": "Per carità, non è una domanda stupida, ma dopo vent'anni…. Cazzo, informati un po' prima di venire! Basta andare su Wikipedia, non chiedo tanto! Se questo è il primo quesito, già partiamo male" scrive il cantante, che in questo libro racconta in brevi paragrafi la sua vita, ma soprattutto il suo pensiero sulla vita, affrontando la sua infanzia da bambino dislessico e iperattivo, un'adolescenza turbolenta, il piacere per il sesso, le difficoltà ad avere relazioni stabili – ma sottolineando la grande amicizia che lo lega a tante delle sue ex – le sue canzoni, con tanto di testi (in spagnolo) esplicativi, le sue donne, dalla madre, le due nonne, le sue compagne, amanti, amiche e la figlia, senza mancare di affrontare il tumore al colon che gli è stato diagnosticato nel 2015 e che alle porte dei 50 anni gli ha fatto decidere di "ricominciare da zero".

Il viaggio a Cuba.

Se qualche giornalista avesse ancora intenzione di chiedergli chi sia questa "Flaca" e non volesse prendersi la briga di andare a vedere su Wikipedia, beh, potrebbe scorrere qualche pagina e scoprire che tutto partì da Cuba: era il 1995 e il cantante stava per partire per un viaggio nello Stato caraibico con un gruppo di amici e il regista Fernando De France che voleva girare il video della canzone "El lado oscuro". Quando arrivarono a L'Avana, però, posarono i bagagli e andarono in una discoteca della città, "ordinammo un mojito e proprio mentre ce ne stavamo andando entrò nel locale una donna di una bellezza impressionante, con un abito in chiffon rosso semitrasparente, e due occhi così lucenti che parlavano da soli".

"Una Dea, ecco cos'era"

Fu un momento particolare per Pau che nonostante tutte le modelle che si presentarono per girare il video aveva in mente solo lei e decise, con il gruppo, di tornare in quel locale ogni sera finché non la trovò: "Una Dea, ecco cos'era. Ci avvicinammo e le raccontammo il nostro progetto: avevamo bisogno di una modella per un videoclip e pensavamo che lei fosse perfetta per quel ruolo. Senza chiedere altro Alsoris accettò".

Il testo scritto in 10 minuti.

Per una serie di eventi la ragazza si trovò a dormire nella stanza del cantante che il giorno prima di partire non resistette e guardandola uscire dal bagno le disse: "Flaca ("magra" in spagnolo, ndr), non posso andarmene da quest'isola senza prima aver fatto l'amore con te". Al mattino si svegliò, ancora abbracciato alla donna e scrisse il testo di quello che sarebbe diventato uno dei loro maggiori successi: "Mi alzai, presi un foglio e una matita, e, seduto sul letto, intento a osservare il mio angelo che dormiva lì accanto, scrissi in soli dieci minuti una breve poesia che raccontava le emozioni provate per Alsoris nel corso di due incredibili settimane trascorse a L'Avana. Poi copiai la poesia su un altro foglio e la infilai in una busta". Quella busta finì alla ragazza che, ricorda Pau, pianse dopo averla letta, ma solo dopo che lui aveva varcato l'ingresso del termina delle partenze: "Di lì a poco, quelle parole sarebbero diventate il testo della canzone che avrebbe reso famoso in tutto il mondo il gruppo degli Jarabe De Palo: La Flaca, naturalmente".