in foto: Thom Yorke dei radiohead (Getty Images)

Dal 17 giugno tutta la discografia in  studio dei Radiohead approda su Spotify: la band, infatti, ha prima annunciato che l'ultimo lavoro "A Moon Shaped Pool" sarà disponibile a partire dal 17, in contemporanea con l'uscita fisica, e che da qualche giorno è anche disponibile ‘In Rainbow', settimo album della band inglese, il terzultimo, che non era presente sulla piattaforma di streaming svedese. La notizia è importante su vari fronti: da una parte, infatti, ‘In Rainbow' è un album discograficamente simbolico, per la band e l'ambiente tutto, dal momento che i Radiohead scelsero di pubblicarlo direttamente sul loro sito, dando la possibilità ai fan di fare un'offerta qualsiasi, saltando il passaggio dell'etrichetta e segnando un precedente importante per una band come la loro, che negli anni sono diventati una vera e propria band di culto, in grado di cambiare pelle negli anni e distinguersi anche per le scelte strettamente legate all'industria.

La diatriba tra Thom Yorke e Spotify.

Se ‘In Rainbow' è stato il la per la nascita di altri progetti che cercavano di forzare l'abitudine del mercato, dall'altra Thom Yorke è diventato il simbolo proprio della lotta a Spotify. Negli anni scorsi, infatti, il cantante si è più volte scagliato contro la piattaforma, rea di non pagare quanto dovrebbe danneggiando soprattutto gli artisti minori, al punto da non permettere la pubblicazione né dei suoi progetti solisti, né quelli degli Atoms For Peace, la superband che divide con  il bassista dei Red Hot Chili Peppers Flea e il produttore storico dei Radiohead Nigel Godrich. Non ha fatto la stessa cosa coi Radiohead perché non in suo potere diretto, sebbene la scelta di proporre gli ultimi due album mancanti può significare un ammorbidimento delle posizioni.

Come ricorda Billboard, in un'intervista del 2013 al Guardian Yorke era abbastanza duro

Quando facemmo quella cosa di ‘In Rainbows', la cosa che più ci piaceva era che potevamo avere una connessione diretta con il nostro pubblico. E alla fine tutti questi str**zi potevano smetterla, come Spotify che all'improvviso voleva porsi come il guardiano di tutto il processo. Non abbiamo bisogno di voi, possiamo costruire questa me**a da soli, quindi fotte*evi.

Le nuove soluzioni tecnologiche di Spotify.

Un discorso, però, che per adesso è valso solo per Spotify e non con altre piattaforme dove la loro musica era già disponibile. Dal suo canto, Spotify sta pensando alla possibilità di rendere disponibile alcuni album solo per gli abbonati e voleva cominciare a testare nuove soluzioni tecnologiche a partire da ‘A Moon Shaped Pool', ma i tempi erano troppo stretti, come dichiarato da Jonathan Prince, uno dei dirigenti dell'azienda che, contattato da Music Ally, ha rilasciato questa dichiarazione

Cerchiamo continuamente nuovi modi per creare una migliore esperienza per i nostri utenti free e per gli abbonati e per massimizzare il valore sia per gli artisti che per le label. Abbiamo esplorato una varietà di modi per farlo anche in contemporanea con la pubblicazione dell'ultimo album dei Radiohead. Alcuni degli approcci tentati erano nuovi e alla fien abbiamo deciso che non avremmo potuto applicare questi approcci tecnologici in tempo per l'uscita dell'album'.