in foto: Francesco Gabbani vincitore del Festival di Sanremo 2017 (LaPresse)

Francesco Gabbani vince il Festival di Sanremo 2017 con "Occidentali's Karma", bissando la vittoria dello scorso anno nella categorie delle Nuove proposte. Il cantante di Carrara, quindi, non resterà solo uno dei tanti vincitori morali di Sanremo, dove ha scelto di presentarsi con una canzone radiofonica e con un ritornello orecchiabilissimo, che ti si stampa in testa. Gabbani ha perfettamente capito il gioco a cui stava giocando. Lo aveva messo a punto lo scorso anno con "Amen", pezzo che dopo un paio di ascolti era diventato uno dei più trasmessi dalle radio, non facendo del cantante un vero e proprio tormentone dell'anno, ma dandogli la possibilità di guadagnarsi una seconda opportunità da sfruttare al massimo.

Quest'anno ha capito che in quello che è il principale spettacolo televisivo dell'anno, la musica era importante ma non era tutto e così ci ha aggiunto i maglioni colorati, che fanno sempre parlare e anzi hanno creato un piccolo caso a sé, un balletto che ci ritroveremo la prossima estate in tutti i villaggi vacanze e soprattutto l'idea del gorilla, che ha ballato con lui in tutte le serate in cui si è esibito con "Occidentali's Karma" (testo), un pezzo che giocava su un testo più complesso rispetto agli altri, che prendeva in giro le manie occidentali tra new age e dipendenza tecnologica, e tutti quelli che "Facciamo Yoga, ma coi vestiti giusti", come dichiarò ai microfoni di Fanpage.it.

Non si è mai nascosto il cantante di Carrara che si lascia ispirare da una vena battiatana (ma in realtà, come abbiamo notato in molti c'era anche una qualche assonanza di temi e scimmie con "Protobodhisattva" de I Cani), nei testi criptici, che qualche volta si perdono un po' nel populismo facile ("Tutti tuttologi col web, coca dei popoli, oppio dei poveri"), in quella sua ricerca continua di incrocio tra un testo che abbia comunque un messaggio, anche più impegnato, e un ritmo spensierato. Insomma, l'augurio è che non resti un artista da Sanremo, di quelli one shot, ma che riesca a uscire da quella gabbia (no, non c'entra la scimmia). Come non si sa, ma lui è uno di quelli che ha fatto la gavetta (e i suoi 31 anni e zero talent lo dimostrano) e, insomma, usi la popolarità sanremese per guardare un po' più in là, scegliendo con forza da che parte stare e puntandoci tutto.

Certo, saremmo ipocriti se non dicessimo che la sconfitta di Fiorella Mannoia resta comunque – non ce ne vorrà Gabbani – una ferita che non si rimarginerà. Partita come favorita, infatti, la Mannoia ha perso al fotofinish con la sua "Che sia benedetta", un pezzo che aveva tutto per portare a casa della cantante romana la sua prima vittoria al Festival, dove era tornata dopo 31 anni, con un pezzo calibratissimo che confermava, se mai ce ne fosse stato bisogno, la sua immensa classe.