Tornano le eliminazioni a Sanremo. L'edizione del 2017 condotta da Carlo Conti e Maria De Filippi prevederà infatti esclusioni dei cantanti in gara sia nella prima che nella seconda serata, con un girone di ripescaggio nella terza. Di fatto, questo significa che a differenza degli ultimi anni ci saranno artisti, sei per la precisione, che nella cosiddetta serata cover si sfideranno con i loro brani per rimanere in gara in un girone eliminatorio. Si tratta di una novità rilevante nel regolamento di Sanremo 2017, non per il dato dell'eliminazione in sé, che come la storia di Sanremo insegna non vuol dire necessariamente che la canzone non avrà un suo successo radiofonico posteriore, ma perché sin dalla notte dei tempi la parola eliminazione, a Sanremo, ha fatto rima con polemiche, contestazioni, storture di naso.

E puntualmente, l'epica del Festival vuole che le maggiori contestazioni o il senso comune di scandalo sia stato solleticato quando ad essere eliminati si sono ritrovati pezzi grossi del circuito musicale nostrano, grandi personalità, magari dotate di una loro storia e scavalcate improvvisamente da giovani o personaggi che difficilmente hanno avuto una storia al di fuori di un Sanremo specifico coinciso con una fugace celebrità. Tanti i casi eclatanti, dalle sfumature tragiche a quelle puramente polemiche, fino a quelle grottesche.

Tenco con "Ciao amore ciao", poi la morte.

Senza voler citare le clamorose esclusioni della commissione alla vigilia (storica quella di "Meraviglioso" di Modugno, scartata perché ritenuta non idonea in quanto parlava di suicidio) la prima eliminazione clamorosa e tristemente nota al Festival di Sanremo è certamente quella di Luigi Tenco e della sua Ciao Amore Ciao. L'esclusione in sé, che avrebbe avuto margini per essere "riparata" da un ripescaggio, è il prologo di quella tragica notte del '67 in cui il cantautore venne trovato senza vita nella sua stanza d'albergo sanremese, in circostanze che tutt'oggi paiono fumose e certamente poco chiare.

Claudio Villa blocca il Festival.

Più curioso è il caso di Claudio Villa, una vera e propria querelle mediatica che arrivò a bloccare l'intera organizzazione. Il reuccio nel 1982 arrivava da favorito con la sua "Facciamo la Pace", ma l'aspettativa fu delusa proprio a causa di un'eliminazione inattesa, sopraggiunta dopo la prima serata. Villa non ci sta e contesta la scelta, appellandosi all'univocità decisionale di Gianni Ravera, organizzatore della kermesse. La sua protesta arriva a smuovere il comune di Sanremo, al quale Villa chiede che i voti vengano resi pubblici e la sua protesta è così accesa da bloccare la gara fino ad ottenere la possibilità di una ripescaggio di una delle canzoni eliminate. Gli va male comunque, perché viene ripescato Zarrillo con "Una Rosa Blu" il quale, tuttavia, per solidarietà a Ravera, non si presenterà sul palco.

Pupo e le schedine Totip.

Non è tanto l'eliminazione di Pupo nel 1992 a far discutere, quanto la sua affermazione successiva. Il cantante arriva in gara quell'anno per un caso assolutamente fortuito, vista l'esclusione in extremis di una canzone di Jo Squillo, che si scoprì non essere inedita. Pupo si presentava per la prima volta come Enzo Ghinazzi sul palco e la sua canzone venne ripescata, pur essendo poi eliminata subito. Il cantante, successivamente, dichiarò di aver "comprato" il 4º posto al Festival di Sanremo 1984 tramite l'acquisto di schedine del Totip per un valore di 75.000.000 di lire (erano tempi in cui l'acquisto di una schedina dava diritto a votare per i concorrenti in gara al festival), facendo così polemicamente intendere che la competizione era truccata. Questione che andò a sommarsi al fatto più noto di quella edizione, ovvero l'incursione sul palco del noto disturbatore "Cavallo Pazzo", il quale gridò prima di essere bloccato la celebre frase "Questo Festival lo vince Fausto Leali", toppando clamorosamente (Leali arriverà nono).

Califano fuori con "Non escludo il ritorno"

L'eliminazione al Festival è stata più volte inserita e rimossa dal regolamento, con formule più o meno lievi nel corso degli anni. Col nuovo millennio il primo a ritentare l'inserimento dell'eliminazione fu Bonolis, nel 2005, con un regolamento ardito e non troppo fortunato, mai ripetuto, di divisione in diverse categorie degli artisti. Il disappunto arrivò con l'eliminazione di Franco Califano, quinto nel suo girone da cinque, che quell'anno portava al Festival la splendida "Non escludo il ritorno".

Toto Cutugno nel 2011.

E sempre in linea con la legge che vuole disappunto quando ad essere eliminati sono i pezzi sacri, non fece meno rumore l'esclusione alla prima serata di Toto Cutugno nel 2011, Festival condotto dalla Clerici. In quel caso c'era il ripescaggio, ma nemmeno al turno successivo Cutugno fu fortunato. I nomi forti a Sanremo 2017 non mancano, bisognerà capire se anche quest'anno qualche eliminato illustr ci sarà e come reagirà.