La teoria sul suicidio di Chris Cornell, ex cantante dei Soundgarden, sarebbe stata confermata. A comunicarlo è TMZ che rende noto il rapporto rilasciato dal Wayne County Medical Examiner's Office che parla di impiccagione. La notizia risale a poche ore fa e non ha ancora trovato la conferma ufficiale. Il corpo dell’artista è stato ritrovato privo di vita all’interno di una camera d’albergo a Detroit dopo un concerto. L’autopsia sul corpo, compresi gli esami tossicologici, non è stata ancora completata.

La carriera di Chris Cornell.

Cornell è stato uno dei cantanti simbolo degli anni ’90. Insieme ai Soundgarden, è stato autore di canzoni come "Black Hole Sun","Spoonman" e "Fell on Black Days". Nel 1995 l’album "Superunknown" fu nominato Miglior album rock ai Grammy Awards. Cornell ha preso aprte ad altri gruppi musicali nel corso della sua carriera. Tra gli altri ci furono i Temple of Dog, i Pearl Jam e gli Audioslave, gruppo del quale fece parte fino al 2007, anno dello scioglimento. Diversi sono, inoltre, gli album che l’artista ha pubblicato da solista.

Dopo che la notizia della morte era stata diffusa, era già circolata con insistenza l’ipotesi che il motivo del decesso fosse da imputare a un suicidio. Il portavoce della polizia di Detroit, Michael Woody, aveva anticipato all’Associated Press che le indagini si sarebbero mosse in tal senso, pur senza poter fornire dettagli precisi sulle indagini che restano ancora in corso.  Il corpo dell’artista è stato ritrovato all’interno di una camera dell’MGM Grand Hotel. Sarebbe stata la moglie di Cornell a contattare un amico dell’artista per chiedergli di andare a controllare, preoccupata dalle ore di silenzio seguite al concerto. L’uomo in questione avrebbe forzato la porta della camera, ritrovando Cornell già privo di vita e riverso sul pavimento del bagno.