Stare insieme 40 anni non è una cosa molto semplice, soprattutto se lo si fa praticamente quanto, e forse anche più, di una famiglia normale. Eppure gli U2 sono una delle poche band che ha resistito al logorio del tempo, attraversando 4 decenni di cambiamenti epocali, a livello musicale, culturale e sociale, cercando non solo di raccontarli, ma anche impegnandosi affinché potessero incidere sulla realtà, cambiandone, almeno un po', anche la direzione. E così che Bono, the Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. sono arrivati a diventare una delle più grosse (la più grande?) band viventi, impegnatissima con la musica e i cambiamenti sociali, con il leader che oggi è uno dei maggiori testimonial di impegno sociale, in grado di dare del tu ai potenti del mondo.

L'annuncio da cui tutto cominciò.

Tutto cominciò con un semplice annuncio pubblicato sulla bacheca della scuola di Mount Temple a Dublino, dove un Larry Mullen Jr quattordicenne scrisse il più semplice dei messaggi: "Batterista cerca musicisti per formare una band". Nacque in quel momento la band che ha pubblicato album del calibro di "Boy", "War", "The Unforgettable Fire ", "The Joshua Tree", "Achtung Baby" fino all'ultimo "Songs Of Innocence", rivoluzionario almeno nella modalità di pubblicazione (regalato agli utenti registrati su iTunes). "Non vogliamo vivere nel passato troppo a lungo – ha detto Bono – ma voglio dire, se non lo visiti completamente sei condannato a restare là per sempre" e sebbene nel passato non ci sono rimasti, in questo momento vogliamo segnalare 6 canzoni (sono di più, chiaramente) che rappresentano proprio alcune delle battaglia sociali in musica che ne hanno accompagnato la carriera

"Sunday Bloody Sunday"

Questa è probabilmente la loro canzone più conosciuta e sicuramente una di quelle che li riguardano più da vicini. Contenuta in "War", la canzone vuole essere una canzone di pace e non una delle classiche rebel song irlandesi, come spiegò lo stesso Bono che nel brano parla proprio di una domenica, quella del 30 gennaio 1972 (lui era un bambino di 11 anni) a Derry, in cui l'esercito britannico sparò su alcuni manifestanti irlandesi uccidendone 14. Edge spiegò successivamente che il testo fu cambiato per paura di ripercussione sulla band e sulle loro famiglia.

"Bullet the Blue Sky"

La situazione in El Salvador e quella in Nicaragua non era delle migliori a causa dell'embargo Usa e degli attacchi dei Contras nicaraguensi e a farne le spese fu, come sempre, la popolazione. Per questo Bono decise di scrivere questa canzone contenuta in "Rattle and Hum", dopo un viaggio proprio in Salvador e Nicaragua fatto a metà degli anni '80; canzone che, nonostante non fosse un singolo, diventò una delle più suonate nei live.

"Mothers of the Disappeared"

E non si sfugge dal Sud America dove per decenni la situazione è stata, per usare un eufemismo, tragica. E dal viaggio in Sud America di Bono nasce anche questa "Mothers of the Disappeared", contenuta in The Joshua Tree, dove le madri a cui fa riferimento il cantante sono quelle di Plaza de Majo, le madri dei Desaparecidos argentini, ovvero avversari della Giunta Militare di Videla fatti sparire improvvisamente e senza alcun tipo di tutela, spesso nella notte.

"Walk On"

Dal Sud America all'Asia, in Birmania per la precisione, dove per anni Aung San Suu Kyi ha combattuto contro la dittatura militare che ha messo in ginocchio il suo Paese. Imprigionata per anni, Aung San Suu Kyi è stata la leader del movimento non violento che con le sue battaglie ha portato, nel 2015, alle prime elezioni libere dal colpo di Stato del 1962. Dopo aver vinto il Premio Nobel nel 1991 (ritirandolo solo nel 2012), oggi Consigliere di Stato e Ministro degli Esteri. La canzone è un ringraziamento alla donne: "Continua a camminare, non possono rubarti quello che hai".

"Seconds"

Contenuta anche questa in "War", l'album del 1983, la canzone è un chiaro attacco alla proliferazione nucleare, una canzone di protesta, ma altresì una sorta di chiamata alla protesta contro chi credeva ancora nella Guerra Fredda.