in foto: Paolo Villaggio interpreta Fantozzi

Attore, scrittore, comico, sceneggiatore, maschera iconica del Cinema italiano, Paolo Villaggio è morto oggi, dopo il ricovero, nei giorni scorsi, al Policlinico Gemelli. L'attore, volto noto per l'interpretazione del Ragionier Ugo Fantozzi, personaggio tratto proprio dai suoi libri, per Fracchia, ma anche per aver recitato con registi come Federico Fellini, Marco Ferreri, Lina Wertmüller, Ermanno Olmi e Mario Monicelli, è stato anche paroliere per Fabrizio De Andrè, per cui scrisse "Il Fannullone" e "Carlo Martello Ritorna Dalla Battaglia Di Poitiers", due pezzi pubblicati nel 1963, su base di stampo medievale e con uno sfondo sociale e un messaggio anti sistema. La prima che racconta la storia di un uomo che decide di vivere la sua vita dormendo di giorno e vivendo di notte ("Senza pretesa di voler strafare io dormo al giorno quattordici ore, anche per questo nel mio rione godo la fama di fannullone"), raccontando storie, lavorando e fuggendo da un lavoro in un ristorante, sposandosi, finendo tradito, ma con la moglie che torna dal suo marito, cogliendo, infine, la libertà di cui ha scelto di godere, mentre il secondo brano è un brano contro il potere, impersonato da Carlo Martello.

La storia di "Carlo Martello Ritorna Dalla Battaglia Di Poitiers"

Villaggio e De Andrè erano molto amici, ma il secondo non era ancora il cantautore adorato da tutti, autore di numerosi capolavori che diventerà famoso quando Mina rifarà "La canzone di Marinella", ma un giovane musicista alle prime armi. Da quella amicizia e da una serata passata assieme nacquero queste due canzoni, molto note tra gli amanti del cantautore genovese. La storia di "Carlo Martello", Villaggio l'ha raccontata in un libro, raccontando una storia di cui ormai nessuno si chiede la veridicità o meno. Una storia che vuole i due amici di notte in una locanda, con una scommessa persa da De Andrè che per pegno si ritrova a mangiare un topo, e poi conati di vomito, una fuga in taxi

Fabrizio si tappa la bocca, gli esce il vomito dal naso. Si tappa il naso, dalle orecchie gli esce uno spruzzo giallo. Saliamo sulle vettura, ma dopo cinquecento metri Fabrizio vomita sulla nuca dell'artista, un vecchio di circa ottant'anni, che inchioda, afferra un coltello da cucine e si volta guardandoci con gli occhi di un rinoceronte inferocito. "Stronzi maledetti! Io vi faccio a pezzi!", urla. Spalanchiamo le portiere e scappiamo». Al rientro, «Fabrizio è pallidissimo: "Passatemi la chitarra", dice, "suonicchio un po', così mi passa…". Tocca le corde, plin plin… "Che bello questo motivo", dico io, "sembra una musica trovadorica". Fabrizio mi guarda: "Tu che sei un patito di storia medievale, aiutami a scrivere le parole". E cominciamo. Re Carlo tornava dalla guerra / lo accoglie la sua terra / cingendolo d'allor…

La colonna sonora di Fantozzi.

Ma Villaggio, forse è più noto ai più per aver cantato la "Ballata di Fantozzi", ovvero la canzone scritto da Leo Benvenuti, Piero De Bernardi e Fabio Frizzi che fa da tema principale del film Fantozzi, uscito nel 1975, in cui si racconta proprio la storia del Ragionier Ugo, dalla sveglia alla poltrona di pelle umana, con quello "uacciuuariuari" che bene o male conoscono in tanti.