Sono stati tanti i momenti che hanno segnato One Love Manchester, il concerto evento nato come risposta all'attentato della Manchester Arena del 22 maggio scorso e che ha visto salire sullo stesso palco Ariana Grande, Marcus Mumford, Take That, Robbie Williams, Niall Horan, Pharrell, Imogean Heap, Miley Cyrus, Little Mix, Katy Perry, Liam Gallagher, Coldplay, tra gli altri. Ne abbiamo scelto qualcuno per ripercorrere le tre ore di musica che hanno unito la città inglese.

"Strong" di Robbie Williams.

Già venerdì sera, durante il concerto che aveva tenuto allo stadio di Manchester, Robbie Williams aveva voluto dedicare alcune canzoni alla città, un'emozionante "Angels" che non era riuscito a completare a causa dell'emozione, lasciando che fosse il pubblico a cantarla e "Strong", una hit del 1998 a cui aveva cambiato il testo. E proprio l'interpretazione di questa canzone è stata uno dei simboli della One Love Manchester: ""Manchester, we're strong, we're strong, we're strong/We're still singing our song, our song, our song" ha cantato Williams pochi istanti dopo che sul palco fossero saliti i suoi ex compagni dei Take That. Pochi cambiamenti nel ritornello sono bastati per trasformare "Strong" in un piccolo inno.

"My Everything" con il coro della Parrs Wood High School.

È stato molto emozionante vedere Ariana Grande commuoversi nel guardare la solista della Parrs Wood High School, il coro di Manchester che nei giorni immediatamente successivi all'attentato aveva dato il via a una raccolta fondi, alla fine dell'interpretazione di "My Everything", la canzone che il coro aveva scelto di rivisitare a modo proprio. La popstar aveva visto l'esibizione di questi 26 ragazzi su Youtube e ha deciso di invitarli su quel palco, dove Natasha Seth, 12 anni, è stata raggiunta dalla cantante per l'esibizione che si è cbjiusa con la popstar che non ha resistito all'emozione.

La versione di "Don't Look back in anger"

"Non guardare indietro con rabbia" è la traduzione letterale di "Don't Look Back in Anger", una delle canzoni più famose e amate degli Oasis, la band di Manchester – ormai sciolta – formata dai fratelli Liam e Noel Gallagher e diventata simbolo di resistenza nei giorni scorsi. Ed è stata proprio quella la canzone scelta da Chris Martyin dei Coldplay per dare il via al proprio set, rendendo omaggio a una delle band più importanti della Storia musicale dell'Inghilterra e non solo.

La sorpresa di Liam Gallagher.

Nei giorni scorsi aveva dichiarato che non sarebbe stato su quel palco per impegni già presi, ma dopo l'esibizione di Martin, Liam a sorpresa è salito sul palco della sua Manchester per salutare il suo pubblico. Non poteva mancare uno dei simboli musicali che nelle dichiarazioni pre serata aveva escluso una reunion, per l'occasione, degli Oasis a causa dei diverbi insanabili col fratello. Quei diverbi che sono stati probabilmente il motivo principale che hanno portato Martin a cantare "Don't Look Back in Anger", scritta da Noel, mentre Liam si è esibito in "Live Forever", il suo ultimo singolo con il cantante dei Coldplay alla chitarra.

One Last Time e il saluto con le lacrime di Ariana Grande.

"One Last Time" di Ariana Grande è una delle canzoni di "My Everything", quarto singolo pubblicato nel febbraio del 2015 e da subito scelto dai fan della cantante come canzone simbolo a cui tornare dopo l'attacco terroristico. È questo il motivo per cui la cantante lo ha scelto come chiusura del One Love Manchester, accompagnata dal pubblico intero che a un certo punto ha sostituito la cantante, visibilmente emozionata, a cui s'è rotta la voce: "So one last time I need to be the one who takes you home One more time I promise after that, I'll let you go". "One more time" è stata, in realtà, la penultima canzone, visto che il concerto si è chiuso con una versione di "Over the rainbow", ma è stato sicuramente uno dei momenti più emozionanti di tutto il concerto.