in foto: Leonard Cohen (Mike Lawrie/Getty Images)

Leonard Cohen è morto la scorsa notte a 82 anni, come annunciato con una nota che è stata pubblicata sulla sua pagina Facebook che recita: "È con profondo dolore che annunciamo che il grande poeta, cantatore e artista Leonard Cohen è morto. Abbiamo perso uno dei visionari più prolifici e rispettati. Prossimamente si terrà una commemorazione a Los Angeles. La famiglia chiede di rispettare il proprio silenzio in questi giorni di lutto". Anche il figlio Adam, che era anche uno dei suoi collaboratori più stretti ha confermato la notizia spiegando che "ha continuato a scrivere fino agli ultimi momenti in vita con il suo solito umorismo" e consapevole di aver scritto con "I want It darker", uscito qualche settimana fa, uno dei suoi album più importanti che nella omonima title track recitava, tra le altre cose, "Sono pronto, Signore".

I successi di "Suzanne" e "Hallelujah"

Leonard Cohen è stato senza dubbio uno degli artisti più influenti per quanto riguarda la musica di questi anni, ispirando con le sue canzoni artisti come Bob Dylan, R.E.M. e Jeff Buckley tra gli altri, e per questo più di qualcuno aveva visto l'album come una sorta di testamento artistico, un po' come successo a David Bowie, la cui morte fu annunciata pochi giorni dopo l'uscita del suo ultimo "Blackstar". Ma di canzoni sulla morte Cohen ne aveva scritte molte, come molte sono le canzoni passate dall'essere hit mondiali a veri e propri standard, come avvenuto, ad esempio, per testi come "Suzanne" e "Hallelujah", diventate ormai patrimonio comune e riadattate da tantissimi artisti.

L'influenza di Cohen.

Cohen è stato un'influenza importante per un intero movimento che vedeva nel cantautorato e nel folk la propria espressione e così a lui si sono ispirati artisti come Dylan, appunto, ma anche Joni Mitchell, John Baez e Lou Reed, che del cantante disse che è stato il cantautore più importante e influente".

Un grande scrittore e un grande musicista.

Nato il 21 settembre del 1934 in Quebec, da una famiglia ebrea, Cohen cominciò formando il gruppo folk Buckskin Boys, prima di raggiungere il successo che fu anche letterario, grazie alle sue poesie le cui raccolte uscirono anche prima del suo album d'esordio "Songs of Leonard Cohen" del 1968, che non vide vere e proprie hit, anche a causa di quella sua voce sussurrata, così lontana dalle classifiche di quegli anni, ma cominciò a formarsi attorno a lui un vero e proprio seguito di fedeli ed estimatori: "Non penso mai a me stesso come uno scrittore, un cantante o altro. L'occupazione di essere un uomo è qualcosa che va oltre", disse una volta al New York Times. Un'ispirazione, però, lo fu senz'altro con una dozzina di libri pubblicati e 14 album in studio.