in foto: Fiorella Mannoia al Festival di Sanremo 2017 (LaPresse)

Fiorella Mannoia non ha vinto il Festival di Sanremo 2017. Neanche questa volta. Il ritorno a 31 anni di distanza della cantante romana al festival in cui aveva portato alcuni dei suoi capolavori assoluti ("Caffè nero bollente", "Come si cambia", "Quello che le donne non dicono") avrebbe dovuto coronarsi con una vittoria che non era mai arrivata nelle quattro edizioni precedenti, ma così non è stato, nonostante la sua fosse una delle migliori canzoni del lotto sanremese, in grado di restituire appieno quello che è il percorso della cantante e senza cadere, per fortuna, in quei tentativi elettropop che avevano trovato spazio nel suo ultimo, bell'album, "Combattente".  "Sono venuta a Sanremo con lo stesso spirito di 30 anni fa, in una angolino del cuore speravo certo di vincere, come ha detto Francesco Gabbani. Spero che la mia canzone, come altre mie, resti nella storia della musica" ha commentato dopo la premiazione.

Oltre 2 milioni di visualizzazioni per il video.

Ma se è vero che il vero vincitore lo decreteranno le radio, in base alla trasmissione delle varie canzoni, "Che sia benedetta" resta una delle più trasmesse, mentre il video – girato da Consuelo Catucci – è in assoluto quello più visto, tra quelli sanremesi, su Youtube, dove è l'unico ad aver superato, mentre scriviamo, le 2 milioni di views (2,7 milioni)e piazzandosi davanti a quello del vincitore Francesco Gabbani che, con "Occidentali's Karma" è secondo davanti a "Vietato Morire" di Ermal Meta, rispettando il podio finale, ma con le posizioni cambiate.

Il Premio Bardotti per il miglior testo.

La cantante, inoltre, si è aggiudicata comunque il premio Bardotti per il miglior testo del 67esimo Festival di Sanremo va a Fiorella Mannoia per ‘Che sia benedetta' . Consegna il riconoscimento il presidente della giuria degli esperti Giorgio Moroder.

La classe infinita di Fiorella Mannoia.

Niente sperimentazione, ma una classe infinita, quella che da sempre caratterizza la Mannoia, interprete di classe sopraffina, artista che non ha paura di scegliere da che parte stare e combattere per le sue idee – in un mondo troppo spesso eccessivamente democristiano -, da buona combattente appunto. E in realtà l'impressione è che questo "Che sia benedetta" esca fuori dalle sessioni del suo ultimo album, quello in cui la Mannoia parla molto di sé, anzi, in realtà, come spesso è capitato, fa parlare molto di sé, scegliendosi autori mirati, in grado di descriverla alla perfezione – da Cheope a Fabrizio Moro, passando per Bungaro, Sangiorgi e il ritorno di Fossati -, come successo anche per questa canzone, scritta da Amara e Salvatore Mineo, che è un vero e proprio inno alla vita: "Per quanto assurda e complessa ci sembri la vita è perfetta, per quanto sembri incoerente e testarda se cadi ti aspetta, siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta a tenersela stretta".

E allora che Mannoia sia, senza rivoluzioni, ma almeno con classe.