Tra i successi indimenticabili della storia del Festival di Sanremo c'è sicuramente "Un'emozione da poco", canzone portata da Anna Oxa a Sanremo nel 1978, scritta da Ivano Fossati e musicata da Guido Guglielminetti. Un pezzo che si classificò al secondo posto in classifica all'Ariston quell'anno, trasformandosi inevitabilmente in un instant classic amatissimo dal pubblico sin da subito, nonché omaggiato e citato da altri artisti e in film recenti come Lo Chiamavano Jeeg Robot, con l'interpretazione di Luca Marinelli. La canzone, inoltre, viene proposta a Sanremo 2020 nel corso della serata cover del 6 febbraio da Le Vibrazioni e Canova. Oltre alla cover, Le Vibrazioni sono in gara con il brano "Dov'è", ma anche la loro esibizione nella serata del giovedì sarà determinante ai fini della classifica.

Il significato di Un'emozione da poco

La canzone cantata da Anna Oxa vede la protagonista chiedersi che senso abbia amare tanto un uomo al punto da annullarsi completamente. Un uomo che, al contrario di lei, dimostra di non avvertire questo squilibrio che si è costruito col tempo e che non ha mai fatto un passo indietro in favore della persona al suo fianco ("uno che non si è mai sentito finito, che non ha mai perduto, mai per me"). La protagonista, al contrario, non può che cedere ad ogni lieve parvenza di dimostrazione da parte del compagno, perdendo di fatto il senso della realtà e illudendosi di non essere accecata d'amore, bensì solo paziente ("Io non vedo più la realtà, non vedo più a che punto sta la netta differenza fra il più cieco amore e la più stupida pazienza"). Un'esibizione, quella di Anna Oxa, che colpì anche per l'interpretazione del brano e il look portato sul palco dell'Ariston dall'artista, che negli anni ha sempre saputo colpire con le sue scelte estetiche di grande impatto.

Il testo di Un'emozione da poco

C'è una ragione che cresce in me
E l'incoscenza svanisce
E come un viaggio nella notte finisce
Dimmi, dimmi, dimmi che senso ha
Dare amore a un uomo senza pietà
Uno che non si è mai sentito finito
Che non ha mai perdutoMai per te, per te, una canzone
Mai una povera illusione
Un pensiero banale, qualcosa che rimane
Invece per me, per me, più che normale
Che un'emozione da poco
Mi faccia stare male
Una parola detta piano basta già

Ed io non vedo più la realtà
Non vedo più a che punto sta
La netta differenza fra il più cieco amore
E la più stupida pazienza
No, io non vedo più la realtà
Né quanta tenerezza ti dà
La mia incoerenza
Pensare che vivresti benissimo anche senza

C'è una ragione che cresce in me
E una paura che nasce
L'imponderabile confonde la mente
Finché non si pente
E poi

Per me più che normale
Che un'emozione da poco mi faccia stare male
Una parola detta piano basta già

Ed io non vedo più la realtà
Non vedo più a che punto sta
La netta differenza tra il più cieco amore
E la più stupida pazienza
No, io non vedo più la realtà
Né quanta tenerezza ti dà
La mia incoerenza
Pensare che vivresti benissimo anche senzaNo, no, io non vedo più la realtàPensare che vivresti benissimo anche senzaNo, no, io non vedo più la realtà
Né quanta tenerezza ti dà
La mia incoerenza
Pensare che vivresti benissimo anche senza