Esiste una sola canzone simbolo di Pino Daniele? Probabilmente no, perché la scelta sarebbe in un ventaglio ampio e molto personale. Vale per tutti, certo, ma ancora di più quando si parla di un artista che ha segnato veramente il percorso della musica italiana. "Terra mia"? "Napul'è"? "Quando chiove"? "Je sò pazz'"? "Quando"? Insomma, sono tante le canzoni simbolo che hanno costellato la carriera di Pino Daniele, simbolo di Napoli e della musica italiana, in grado di passare dalla fusion al pop, attraversare il blues, ma con sfumature infinite. Tra poco più di un mese cadrà l'anniversario, il secondo, della sua morte, avvenuta il 5 gennaio del 2015, quando il cuore si fermò e neanche una corsa in ospedale poté impedirne la scomparsa.

Il cofanetto che racchiude il meglio dal 1981 al 1999.

La Warner ha pubblicato una raccolta a lui dedicata, prendendosi la "responsabilità" di intitolarla "Quando", la canzone che vide Daniele collaborare con Massimo Troisi. Un cofanetto, triplo o sestuplo (a seconda dell'edizione), in cui l'etichetta ha racchiuso quello che considera il meglio del repertorio del cantante, pubblicato dal 1981 al 1999, documentandone il percorso artistico in un libro di 72 pagine (con testi, foto, commenti, rarità, memorabilia e approfondimenti sul suo percorso artistico), 95 brani rimasterizzati dai nastri originali (recuperati dai nastri analogici e digitali originali dei 15 album pubblicati da Warner Music, tra i quali: "VaiMo'-1981", "Bella ‘Mbriana -1982" passando da "Non Calpestare i Fiori Nel Deserto – 1995", "Dimmi Cosa Succede sulla Terra – 1997") e il DVD del film documentario "Il tempo resterà" (scritto e diretto da Giorgio Verdelli). Gli archivi Warner (che ha pensato il progetto coadiuvata dall'Ente no profit Pino Daniele Trust Onlus) arricchiscono questo cofanetto anche con demo, provini e versioni alternative mai pubblicati, versioni in spagnolo, special club remix, dj edition e instrumental mix dell'epoca.

Troisi ascolta "Quando" per la prima volta.

Capita periodicamente di veder girare uno dei video più belli che riguardano i due, con Pino Daniele che fa ascoltare proprio "Quando", per la prima volta, a Massimo Troisi (estratto che fa parte del documentario di Anna Praderio sull'attore e regista). Prima c'è l'attore di San Giorgio a Cremano che ascolta in cuffia il pezzo: "È tropp' bell', è ‘na cosa… mi dispiace per voi. Pari proprio tu. Stile Pino Daniele, questa è già ‘o sapore ddo film" dice, visto che la canzone fu scritta per fare da colonna sonora a "Pensavo fosse amore… invece era un calesse" e inclusa nell'album "Sotto ‘o sole" del 1991. In un secondo estratto, invece, Pino Daniele suona la chitarra e canta una prima versione della canzone davanti a un Troisi estasiato e molto attento che, ad un certo punto, però chiede a Daniele di cambiare il verso "Tutto il giorno per vederti ballare, fra i ricordi di una vita normale" e al posto di "vederti ballare" mettere "vederti andar via". Un cambiamento che sarebbe rimasto nella versione finale dove sarebbe cambiato anche il verso successivo con "fra i ricordi e questa strana pazzia".

Il significato di "Quando"

Ci sono canzoni che bisogna ascoltare, fare proprie, cantare senza fermarsi troppo sul significato e forse "Quando" è una di queste. Un testo d'amore, in cui il protagonista vive una sorta di battaglia interiore. "Tu dimmi quando, quando, dove sono i tuoi occhi e la tua bocca, forse in Africa che importa" è l'ormai storico attacco della canzone che prosegue con "Tu dimmi quando, quando, dove sono le tue mani ed il tuo naso, verso un giorno disperato ed io ho sete, ho sete ancora, ho sete ancora". Il ritornello recita un "E vivrò, sì vivrò tutto il giorno per vederti andar via fra i ricordi e questa strana pazzia", che un po' contrasta col successivo "Tu dimmi quando, quando, ho bisogno di te almeno un'ora, per dirti che ti amo ancora" fino al cinismo di lei che "lo sai che non ti avrò e sul tuo viso, sta per nascere un sorriso".

L'enigmatico "Chi vuole un figlio non insiste"

C'è poi quel "Chi vuole un figlio non insiste" che è molto enigmatica. Pare che Giuliano Sangiorgi dei Negramaro l'abbia definita "la frase più bella mai scritta in una canzone" (via), ma il significato è lasciato sospeso: che voglia dire che su questioni così importanti non c'è bisogno di insistere ma se dovrà essere sarà? O perché "se tu vuoi davvero un figlio non deve essere solo per il fatto di averlo, ma lo si ami prima ancora che arrivi a nascere? Chissà. Insomma, come tutte le grandi canzoni il significato è di chi l'ascolta, del momento e delle sensazioni che dà. Vale per questa e per tanti capolavori che il cantante napoletano ha lasciato a chi ama la musica. Una musica che lo ha reso immortale.