in foto: Lucio Dalla (Getty Images)

Sono passati 40 anni dalla pubblicazione di uno degli album simbolo della musica italiana: era il 1977 quando Lucio Dalla pubblicò "Com'è profondo il mare", il suo settimo album e il primo in cui il cantante bolognese si impegnò completamente e a solo nei testi, dopo la rottura col poeta Roberto Roversi che lo aveva accompagnato nella stesura dei tre precedenti "Il giorno aveva cinque teste", "Anidride solforosa" e "Automobili". E l'esordio fu anche la conferma di Dalla come uno dei maggiori artisti che l'Italia musicale potesse vedere in quegli anni e in quelli a seguire. Il cantante, infatti, conservò l'esperienza con Roversi, scrivendo un album che affondava le radici nelle storie quotidiane, raccontando l'Italia attraverso una serie di racconti, bozzetti, che sono rimasti ben presenti nella mente di chiunque ami la musica: nell'album sono presenti brani come "Il piccolo Alfredo", "Corso Buenos Aires" e "Disperato erotico stomp".

Una canzone diventata cult.

L'inizio, però, è con la canzone che, non a caso, dà il nome al disco, ovvero "Com'è profondo il mare", una canzone diventata cult, con un testo ricco e complesso che negli anni ha visto molti tentare un'esegesi. "Siamo noi, siamo in tanti, ci nascondiamo di notte per paura degli automobilisti, dei linotipisti siamo gatti neri, siamo pessimisti, siamo i cattivi pensieri, e non abbiamo da mangiare,  come è profondo il mare, come è profondo il mare" canta Dalla dopo l'ormai noto fischio con cui dà il via alla canzone, in un esordio che fin da subito ha visto tante interpretazioni. Scritta nel 1977, la canzone probabilmente risente dell'attualità dell'epoca che vedeva un'Italia colpita dal terrorismo (pochi mesi dopo Aldo Moro sarebbe stato rapito e poi ucciso) e nelle varie strofe si sente l'anelito storico che pervade tutto, come sottolinea anche Davide Saini su La Balena Bianca: "Strofe intere a ricostruire eventi storici: la quarta rappresenta la rivoluzione russa del 1917, la quinta la seconda guerra mondiale, la sesta i campi di concentramento, la settima lo sgancio della bomba nucleare".

Il racconto di un "dramma collettivo"

Scritto alle Isole Tremiti, il testo lungo di questa canzone – che comprende anche autobiografia, come quando Dalla canta "Babbo che eri un gran cacciatore di quaglie e di fagiani" – è una sorta di percorso storico che parla di deboli e di lotta di classe ("È inutile non c'è più lavoro, non c'è più decoro, Dio o chi per lui sta cercando di dividerci, di farci del male, di farci annegare", ma anche "fu scaraventato in un palazzo o in un fosso, non ricordo bene, poi una storia di catene, bastonate  e chirurgia sperimentale) e un finale che definisce chiaramente ciò di cui stiamo parlando, ovvero di un "dramma collettivo": "Frattanto i pesci, dai quali discendiamo tutti, assistettero curiosi, al dramma collettivo di questo mondo che a loro indubbiamente doveva sembrare cattivo".

La nuova versione di "Come è profondo il mare"

I quarant'anni di un album così importante non poteva che essere festeggiato come si deve e così il 24 novembre prossimo torna nei negozi la Legacy Edition di "Com'è profondo il mare" che uscirà nella versione CD che comprende l’album “Come è profondo il mare” + 1 CD bonus contenente 7 brani live inediti e un libretto di 40 pagine con foto e contenuti inediti e la versione LP  dell’album rimasterizzato a 24bit/192KHZ, la migliore definizione attualmente possibile,  + 1 CD bonus con 7 brani live inediti e libretto.

Il nuovo video con Luca Carboni.

E poco prima dell'uscita di questa nuova versione dell'album, sul canale Vevo di Lucio dalla apparirà anche il video ufficiale della canzone che, vista la data di uscita non lo prevedeva. Il 22 novembre, quindi, i fan di dalla potranno vedere la versione che ha girato Gianluca “Calu” Montesano che vede come protagonista un altro bolognese che ha scritto pagine importanti della Storia musicale italiana: Luca Carboni.