in foto: Tiziano Ferro (via Facebook)

Nei giorni scorsi Tiziano Ferro ha postato sui suoi social foto tratte dal set del suo prossimo video, quello del singolo "Lento/Veloce", il terzo tratto da "Il mestiere di vivere", l'ultimo album del cantante di Latina, secondo album più venduto del 2016 e ancora oggi nelle posizioni alte delle classifiche di vendite. Il cantante, che parla attraverso la sua musica, come ha più volte spiegato, ribadendo la difficoltà di non mettere se stesso nei versi che canta, non è uno di quelli che amano stare al centro dell'attenzione mediatica o, forse, è meglio dire che è uno di quelli che cerca di non farsi sopraffare dalla visibilità, compito arduo quando si parla di uno degli artisti che ha fatto la storia del pop italiano di questi ultimi anni.

Un uso non eccessivo dei social, morigerato e soprattutto basato sul proprio lavoro (annunci, anticipazioni, qualche scatto e i famosi video cover natalizi) che però non lo rendono immune da quella droga che è l'egolatria, come spiega in un'intervista a Repubblica: "Ho sempre pensato che la vita all’estero mi mantenesse puro dall’ego, invece mi trovo in America vittima di quella droga", spiega, da Las Vegas dove si trova per le riprese del video, sottolineando: "Mi sento un po’ in riabilitazione da egolatria. Questo è un mestiere che, per quanto tu lo voglia fare da vergine, alla fine ti intrappola: ti porta sempre a parlare di te, a scegliere la versione di Tiziano da qui a poco dopo. I social media? Sono il crack del narcisismo. Mi fa paura vivere per l’istante. Io vivo per l’infinito: spero di lasciare un messaggio che rimanga anche quando non ci sarò più".

Nell'intervista torna anche su uno dei punti a cui tiene di più, soprattutto da quando ha fatto coming out, ovvero la genitorialità nelle famiglie omosessuali, argomento a cui tiene molto e di cui è voce importante, vista anche la sua notorietà: "Più sto in America, a contatto con genitori gay, più comprendo la nostra scelta sentimentale e scopro come funziona la realtà ma anche come dis-funziona. La mia data limite per avere un figlio è quarant’anni. Ora mi sto impegnando come promotore del Lazio Pride. È importante stanare l’odio e la paura nelle province. La mia Latina sta diventando una città del futuro".