in foto: Taylor Swift (Getty Images)

Sono passati solo 3 anni da quando Taylor Swift decise di ritirare dai servizi di streaming tutti i suoi album: era appena uscito "1989", il suo ultimo lavoro che non avrebbe mai visto lo streaming, quando la cantante, probabilmente la più grande popstar di questi ultimi anni decise non solo di ritirare tutto il suo catalogo, ma di farsi simbolo di una battaglia importante contro la musica in streaming e contro Spotify, in particolare, l'azienda svedese leader in quel campo. È ormai famoso l'editoriale che scrisse sulle colonne del Wall Street Journal – che adesso, però, le si sta ritorcendo contro – in difesa dell'arte contro lo streaming: "La musica è arte e l'arte è importante e rara. La cosa importante è che le cose rare hanno un valore. E per le cose che hanno un valore bisogna pagare. La mia opinione è che la musica non dovrebbe essere gratuita e la mia previsione è che gli artisti e le label un giorno decideranno in cosa consiste il prezzo di un album".

"Un regalo per i fan"

Era il 2014 e da quel momento i rapporti della cantante si sono pian piano modificati, prima con Apple, poi con Tidal ma senza che con Spotify andasse meglio. Venerdì scorso, però, la decisione annunciata al mondo intero, fatta passare come la ricompensa ai fan per il raggiungimento dei 10 milioni di album venduti: "Per celebrare la vendita di oltre 10 milioni di album di "1989" e la certificazione RIAA delle 100 milioni di canzoni, Taylor vuole ringraziare i propri fan rendendo disponibile tutto il catalogo su tutti i servizi di streaming a partire dalla mezzanotte" come si legge sulla sua pagina ufficiale, senza aggiungere altro rispetto al suo pensiero di pochi anni prima.

I problemi con Katy Perry.

Non è passata inosservata la coincidenza della decisione (compresa quella del calo di prezzi) con l'uscita del nuovo album di Katy Perry, sua ex amica diventata nemica numero 1 con cui scambiarsi frecciatine in questi ultimi anni. Uscire il giorno della pubblicazione di "Witness", infatti, ha tolto qualche titolo al ritorno della Perry, portando l'attenzione ancora una volta sulla rivale o, comunque, sulla loro "guerra". In un'intervista al Guardian, intanto, la Perry smorza le polemiche sulla canzone che dà il nome all'album in cui qualcuno aveva visto riferimenti alla rivale: "È un messaggio a tutti coloro che hanno cercato di tirarmi giù: agli hater, ai troll e alla negatività. È una liberazione da tutte le negatività, potrebbe essere una liberazione dal più grande troll ancora in atto (…). Ovviamente io e lei con i nostri problemi e le ho offerto di risolvere questa situazione. In persona, per telefono. Quando sarà pronta, lo sarò anche io. Sono pronta perché tutto si risolva. Dobbiamo assolutamente parlare di questa cosa, io le voglio bene, veramente. Ma questa è una cosa diversa".

Esclusive per gli abbonati.

Un'altra lettura, che ha meno a che fare col gossip e più con l'industria, è l'accordo di Spotify con la Universal per cui in futuro alcuni album saranno disponibili per gli abbonati prima di tutti gli altri, contribuendo a un maggior introito per label e artisti. Un punto caro alla Swift che potrebbe averla convinta a fare un passo indietro rispetto al passato. Adesso, quindi, sarà interessante capire cosa succederà col prossimo album della cantante con il conteggio degli streaming.