Shakira, Nelly Furtado e Norah Jones a favore del File-Sharing

30 ottobre 2009
18:57

Shakira, Nelly Furtado e Norah Jones a favore del File-Sharing

Shakira, Nelly Furtado e Norah Jones a favore della pirateria: pura e semplice democratizzazione della musica.

Dopo la tirata di Lily Allen nel suo Myspace contro il Peer to Peer, nome elegante per definire la pirateria musicale di stampo informatico, ecco che altri artisti intervengono, invece, a favore di questa pratica e contro i propri interessi personali.

La Allen si era dichiarata delusa da artisti del calibro di Nick Mason dei Pink Floyd e di Ed O’Brien dei Radiohead, da tempo schieratisi dalla parte dei pirati musicali. Ma ecco che a dare manforte ai due si levano altre tre voci dalle file degli artisti, e che voci è il caso di dirlo. Si tratta di un bel terzetto d’eccezione composto da Shakira, Nelly Furtado e Norah Jones in persona.

La bella colombiana non condivide il pensiero della Allen, sostenendo anzi di essere felice di quanto sta succedendo nel mondo della rete per quel che riguarda la musica: la pirateria, infatti, secondo Shakira porta ad una democratizzazione della musica, che secondo lei è un dono e tale deve restare. Con il p2p, inoltre, la beniamina di Marquez ritiene di sentirsi molto più vicina ai fans e a tutti coloro che amano la musica.

Nelly Furtado la mette più sul piano economico, sostenendo che la pirateria sicuramente nuoce alle entrate degli artisti, ma che quando si è a certi livelli nello showbiz musicale, forse non è poi così tragico. La canadese di origini portoghesi, inoltre, afferma di essere felice di poter raggiungere un pubblico più vasto in questo modo.


Norah Jones, infine, condivide la visione di democratizzazione lanciata da Shakira, dichiarandosi felice del fatto che tramite il file-sharing anche i giovanissimi che spesso non hanno a disposizione grandi somme di denaro possono ascoltare la musica che amano ed essere aggiornati sulle novità in campo musicale.

Certo così non si vuole incoraggiare degli atteggiamenti che vanno contro la legge, ma è positivo che anche i diretti interessati finalmente si rendano conto di quanto i prezzi talvolta assurdi imposti dal mercato musicale abbiano portato alla diffusione di certi comportamenti e ne prendano atto.

Valentina


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