in foto: Adam Duritz dei Counting Crows (Getty Images)

Al Postepay Rock in Roma 2016, prima di Bruce Springsteen salirà sul palco una delle band che ha fatto la storia di questi ultimi 25 anni di rock americano. I Counting Crows sono gli autori di "Mr Jones", una delle canzoni simbolo degli anni '90 e di un album "August and Everything After" che resta un gioiello folk rock, incastonato tra il grunge, l'indie rock e il pop di quegli anni, oltre che nelle posizioni alte della classifica di Billboard, dove arrivò quarto e, per fare un paragone, vendette tre volte l'album omonimo di Beyoncé uscito nel 2014. Ma erano altri tempi e discograficamente un mondo completamente differente rispetto a quello odierno.

I Counting Crows, però, guidati da Adam Duritz, i suoi dread e una delle voci più caratteristiche di questi ultimi anni, sono rimasti a dispensare ballads e inni rock che al Boss devono non poco. Una discografia che vede 7 album in studio – l'ultimo "Somewhere Under Wonderland" del 2014 – in quasi 25 anni e alcuni dischi live che hanno dignità di album veri e propri, anche perché i Counting Crows sono in grado di prendere le proprie canzoni e spogliarle, rivestendole a nuovo, mescolandole tra loro (sic) e inserendo stralci da altre canzoni (provate a dare un ascolto a "Across a Wire: Live in New York City" dove i versi iniziali di una versione struggente e acustica di Mr Jones prendono direttamente da "So you want to be a rock'n'roll star" dei The Byrds).

Ecco uno dei motivi per cui è il caso di arrivare qualche ora prima dell'inizio ufficiale del concerto del Boss, perché Adam Duritz e compagni potrebbero avere con sé qualche asso nella manica da giocarsi in un posto speciale come il Circo Massimo anche se, ci dice il cantante al telefono, non è prevista alcuna incursione sul palco con il Boss. O solo per passare un'ora e mezza i compagnia di una band che sa come si scrivono belle canzoni.

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Credo che a Roma sarà un concerto speciale. Conosciamo il vostro amore per Springsteen ma non è da tutti poter suonare in un luogo come il Circo Massimo. Cosa vi aspettate da questa serata?

Beh, amo Bruce, sono uno dei più grandi fan di Bruce ma ti dirò, la mia più grande paura è quella di suonare qua, di fronte a 60 mila persone. Amiamo venire in Italia, sebbene sia lontana e non riusciamo a fare tanti concerti quanti ne facciamo in altri Paesi.

Eppure non siete proprio degli sconosciuti…

Sì, in molti ci vogliono e per questo cerchiamo di venire a suonare qui, dove c'è sempre un sacco di gente a vederci; è una cosa, per me, elettrizzante. Sessantamila persone sono molte più del numero di persone davanti a cui abbiamo suonato da queste parti, ed è anche un'opportunità per aumentare il numero di fan.

I Counting Crows sono conosciuti per i loro concerti e le canzoni rivisitate dal vivo. Prevedete qualcosa di speciale per il pubblico?

Sai, solitamente facciamo sempre la scaletta il giorno dello show per questo non ho idea di quello che suoneremo, decideremo direttamente prima del concerto.

Quindi nessuna sorpresa con Springsteen?

Con Bruce? No, per adesso no, non credo che succederà qualcosa.

“August and Everything After” è stato il vostro album di debutto e "Mr Jones" la canzone più conosciuta dei Counting Crows. Come si può sopravvivere a una hit del genere e che cosa rappresenta oggi quella canzone per voi e per il vostro pubblico?

"Mr. Jones" è stato un grandissimo successo in radio ma il nostro disco ha debuttato nella top 200, poi abbiamo suonato "Round Here" al Saturday Night Live e il disco ha guadagnato 45 posizioni in una settimana e siamo rimasti tra i primi posti per molto tempo. Per questo motivo, per quanto mi riguarda, è stato Round Here a cambiare tutto. Mr Jones continua ad essere il nostro maggior successo ma è stato Round Here il vero game changer.