Furono la sua voce, il suo carisma e l'incontro con Teddy Reno – che la notò durante un concorso canoro per artisti poco conosciuti e che Rita Pavone vinse – che svoltarono la vita artistica della cantante, coronata nel 1962 in un contratto firmato con la RCA, una delle etichetta principale della discografia italiana dell'epoca, che le diede la spinta per ottenere l'enorme successo che ha avuto. E quest'anno, quindi, la cantante festeggia i 55 anni di carriera, motivo per cui Carlo Conti, Maria De Filippi e gli autori del Festival di Sanremo hanno deciso di celebrarla, consegnandole il Premio alla Carriera. Un palco che non è stato fortunatissimo per la cantante che per tre volte è stata ospite dell'Ariston, nel 1969 con "Zucchero" (classificatasi in tredicesima posizione), nel 1970 con "Ahi ahi ragazzo!" e nel 1972 con "Amici mai" (queste ultime non arrivarono in finale), ma che questa volta le rende il giusto tributo: "Ho lavorato per i più grandi, negli show più grandi, ero una bambina, ero una pioniera, perché stavo facendo qualcosa che era difficile fare allora, perché non c'erano le major. per me un sogno e ricevere qua questo premio è un grande privilegio. Lo dedico a voi che mi avete sostenuto nei momenti buoni e no", dice la Pavone, che quest'anno è anche giurata, ricevendo il Premio dalle mani di Maria De Filippi, prima di cantare "Cuore".

I suoi maggiori successi.

La cantante, che nel 1968 sposò Teddy Reno scatenando l'inferno a causa della differenza d'età tra i due, diventerà uno dei volti e delle voci note della musica italiana, grazie a canzoni come ‘Datemi un martello’, ‘Come te non c’è nessuno’, ‘Il ballo del mattone’, "La partita di pallone", "Viva la pappa col pomodoro", per citare solo alcune delle canzoni rimaste nell'immaginario popolare.

La storia di Rita Pavone.

Questa mattina, durante alcune interviste ha spiegato l'importanza di questo premio, ripercorrendo la propria storia: "“Ricevere il premio nella casa della musica italiana, perché tale la considero, è per me un’emozione indescrivibile – dichiara Rita Pavone – 55 anni sono trascorsi da quando nel lontano 1962 vinsi il ‘Festival degli sconosciuti’, primo talent italiano. Da allora quante cose mi sono successe, dai dischi d’oro ricevuti, palchi famosi calpestati, classifiche nazionali ed internazionali scalate. Desidero dedicare questo premio a tutti coloro che da 55 anni mi amano e mi sostengono ancora con tanto affetto. Senza di loro questo premio non esisterebbe”, mentre  su questo Festival ha detto: “Mi hanno colpito i giovani, per un linguaggio diverso, e dall’altro lato mi hanno stupido i grandi che non hanno mai paura di mettersi in gioco. Se posso dare un consiglio bisogna valorizzare i giovani che dicono già tante cose adesso e saranno una sorpresa in futuro”