Ermal Meta inaugura la terza serata del Festival di Sanremo cantando "Amara terra mia" di Domenico Modugno, brano del 1971. E' il secondo dei 16 big rimasti in gara e non a rischio eliminazione ad esibirsi con la cover di un grande successo della musica italiana, secondo il programma della 67esima edizione della kermesse sanremese. Una canzone piena di significato per il cantautore di origini albanesi, che partecipa per la prima volta tra i Big alla competizione sul palco dell'Ariston, trattando del tema dell'emigrazione. "L'ho scelta non solo perché è una canzone meravigliosa – ha detto Ermal Meta – ma anche perché, secondo me, rappresenta alla perfezione lo spirito dell'Italia".

Update: Erano in molti ad aspettarsi la vittoria di Ermal Meta in una delle gare in corso al Festival ed è stata la sua versione di "Amata terra mia" a dargli il primo riconoscimento a Sanremo. Il cantante, infatti, è stato il vincitore della serata delle cover.

Storia e significato di "Amara terra mia" di Modugno.

"Amara terra mia" è un brano scritto da Domenico Modugno e Enrica Bonaccorti con musica di Giovanna Marini, interpretata per la prima volta dall'indimenticato cantante di Polignano a Mare nel 1971. Fa parte dell'album "Con l'affetto della memoria" ed il testo è dedicato al tema, quanto mai attuale, dell'emigrazione. Si tratta, in realtà di una rielaborazione di un brano tradizionale del folklore abruzzese, "Addije, addije amore". È una delle canzoni più note e struggenti di Modugno. Tra i versi rimasti nella memoria c'è questo: "Addio addio amore io vado via amara terra mia amara e bella". Fu pubblicata nel 1972 su 45 giri con la stessa copertina dell'album e con il retro Sortilegio di luna.

Vietato morire.

Meta si è presentato sul palco dell'Ariston con uno dei testi più impegnati e lasciandosi alle spalle amore, cuore e ricordi, parlando della madre, denuncia la violenza sulle donne: "Volevo raccontare una storia, mandare un messaggio e fare emozionare", come ha detto ai microfoni di Fanpage.it.