in foto: Neal Barnard

Neal Barnard è un medico molto famoso negli Stati Uniti – tra i suoi pazienti ha Alec Baldwin, Moby, Bill Clinton etc – grazie alle sue ricerche sul cibo e gli effetti che una dieta salutare e possibilmente vegana può avere sulla salute delle persone. Ma Barnard è anche un musicista e poche settimane fa ha pubblicato il suo terzo lavoro, "CarbonWork, nome anche del progetto, in cui attraversa diversi generi, dal jazz al rock, passando per suggestioni vietnamite, con alla voce una cantante italiana, ovvero Naif Hérin. Abbiamo chiesto a Barnard di parlarci del suo lavoro e svelarci anche il rapporto tra la musica e gli studi che compie.

Lei è un medico molto conosciuto. Quando ha capito che fosse arrivato il tempo di registrare un album?

Il nuovo album dei CarbonWorks è il mio terzo. Ho sempre suonato, anche mentre frequentavo Medicina, studiavo duramente tutto il giorno, ma avevo anche un gruppo con cui mi esibivo di sera. Il mio ultimo cd si chiamava "Verdun", arrivato dopo "The French City" e il nuovo dei CarbonWorks è particolarmente eccitante perché i musicisti sono incredibili e la musica copre un'ampia gamma di sonorità.

Da dove nasce il suo amore per la musica e con quali artisti è cresciuto?

Sono cresciuto a Fargo, nel Nord Dakota, vicino al confine col Canada. I miei genitori erano dell'idea che un bambino ben educato dovesse apprezzare la musica, quindi sono stato indirizzato verso il piano e il violoncello, suonando musica classica. Poi, però, mi sono innamorato della chitarra, influenzato dai Beatles e da Jimi Hendrix e un sacco di altri gruppi rock. Questo mi ha portato al jazz e alla fine ho cominciato ad ascoltare un po' di musica francese e vietnamita. Ne cercavo sempre di più avventurosa, quelle che si scansavano un po' dalla tradizione.

In CarbonWorks passiamo dalla tenerezza di “God Save the King” alle schitarrate di "Samurai", oltre a brani jazz, ma l'album è tutto variegato. Come l'hai costruito?

È come la colonna sonora di un film, il mood cambia continuamente e cerchiamo di non restare nello stesso posto troppo a lungo. Per questo motivo ci sono diversi sapori, dal rock ‘n roll al jazz, blues e anche musica vietnamita, volevamo attingere a tutte queste influenze, Quando scrivi musica non sai sempre da dove nascano le influenze. "Song for an Angel" arriva da una camminata in un bosco, era un pomeriggio calmo e all'improvviso mi sono ritrovato molto vicino a una cerbiatta che si è immobilizzata cercando di restare invisibile. L'esperienza di questo animale immobilizzato mi ha fatto pensare a quanto la vita possa essere precaria. Un'altra canzone, "Monaco", è stata ispirata dal suono di un altoparlante alla stazione dei treni di Monaco. Ero lì sulla banchina e quel suono leggero si è bloccato in testa.

La provenienza dei membri della band è varia, ma la cantante, Naif Hérin, è italiana. Tutte le canzoni sono in inglese o strumentali, tranne "Song for an angel", come mai ha deciso di lasciarla in italiano?

Perché in italiano è perfetta. Ecco quello che è successo: un giorno stavo ascoltando una radio europea e mi sono imbattuto nel canto di Naif, per la prima volta, e sono rimasto catturato dalla bellezza e dalla potenza della sua voce e anche dallo humor sottile di parte dei testi. Per questo motivo l'ho incitata a raggiungermi negli Stati Uniti, registrare con noi e tradurre "Song for an Angel" in italiano. Ha dato alla canzone un'emozione enorme, è un pezzo molto malinconico sulla fragilità della vita e Naif ha catturato perfettamente quell'emozione. Potete sentirla ascoltandola e guardando il video capendo quanto l'italiano le dia un elemento emozionale in più.

Qual è stata la prima persona a cui disse che voleva pubblicare un album? E la prima a cui ha concesso il primo ascolto?

Ho lavorato per anni con un gruppo di musicisti e da quando abbiamo cominciato a lavorare sull'album abbiamo incluso nel progetto sempre più persone. Naif ha veramente una voce d'angelo e Chris Thomas King è un grande chitarrista blues di New Orleans, poi abbiamo aggiunto musicisti jazz di Baltimora e un quartetto d'archi classico. Tutti i pezzi di questo puzzle si sono uniti perfettamente e il risultato è stato fantastico. Abbiamo pubblicato l'album a New York a dicembre. Alec Baldwin, l'attore americano, ha organizzato una festa per noi al Teatro Metrograph, Naif ha cantato "Song for an Angel" e poi le ho chiesto di cantare “Aspettando l’Aurora" che è sul suo album "Metamorfosi" ed è una delle più belle canzoni mai scritte, è semplicemente fantastica. Il risultato è in questo video.

Qual è stato il consiglio più importante che ha ricevuto?

Il segreto è fare della musica che ami realmente e che hai veramente voglia di ascoltare, piuttosto che cercare di scrivere una canzone che abbia un appeal commerciale. Per adesso una delle nostre canzoni, "Louder than Words", è nella Top 40 della classifica dei singoli negli Stati Uniti, quindicesima mentre rispondo. Ma non ho mai pensato a questa cosa mentre scrivevo. Al contrario, ho chiuso i miei occhi e ho immaginato un sipario che si apriva, un gruppo immaginario è comparso e ha cominciato a suonare la miglior musica di sempre. Ho buttato giù la musica – qualunque fosse – e abbiamo registrato.

Non cambierai la tua vita, il tuo lavoro, ovviamente, ma quale importanza ha la musica nella tua vita, cosa rappresenta CarbonWorks?

Il lavoro di medico è molto intenso e impegnativo e lo faccio perché ci sono problemi importanti che hanno bisogno di essere risolti. La musica è l'opposto: non ha confini, e puoi essere libero quanto ti pare. Scrivo musica che non è ancora qui ma potrebbe esserlo, musica che mi piacerebbe ascoltare ma che non è ancora stata registrata. Spero che anche altre persone la apprezzino.

Abbiamo parlato della sua carriera medica ma può spiegare la pubblico italiano che non la conosce perché le sue teorie sono così famose? E perché personaggi come Baldwin, Moby, Bill Clinton sono tra i suoi pazienti?

Siamo conosciuti soprattutto per le ricerche che riguardano la potenza del cibo nel curare persone affette da diabete, problemi al cuore o altri problemi seri per farli guarire. Molte persone credono che non sia possibile invertire queste condizioni, ma abbiamo mostrato il contrario ed è stato fantastico vedere quello che si può fare con una dieta salutare. Devo dire anche che i cambi di dieta che facciamo sono una grande sfida per la popolazione americana. Eliminiamo la carne, il formaggio, e tutte le cose non salutari con cui cresciamo, sostituendola con una dieta vegana che è una vera e propria sorpresa per molti, all'inizio. Devo dire che l'Italia è venuta in nostro soccorso con ottimi piatti di pasta, fagioli e fantastiche verdure. Il nostro lavoro è solo quello di incanalare la loro energia nei binari giusti. Tra l'altro io e Naif abbiamo fatto un video di cucina nella sua casa ad Aosta: suo padre è un esperto nel cucinare polenta e lei fa una dimostrazione di come si fa, ma in una maniera divertente.

C'è un qualche tipo di legame tra la musica e la scienza che studia?

Alcune persone dicono che la metà sinistra del cervello è dedita alla logica – la parte scientifica – e la parte destra è per le emozioni e l'arte. Non ci sono ancora molte certezze riguardo questa cosa, ma è vero che tutti noi abbiamo il nostro lato emotivo e quello logico. I due sono in equilibrio e alcune persone ne spengono una, sebbene sia il caso di cercare di mantenere entrambe e lasciare che la pazzia dell'arte trovi la sua parte in quella pragmatica della vita. E la musica può essere la medicina. Le ricerche sul cervello mostrano che la musica scatena il rilascio di dopamina nel cervello. La dopamina è il piacere chimico, quando le persone ce l'hanno bassa, capita che si gettino sull'alcol, le droghe o il junk food, tutto ciò che permetta il rilascio di dopamina nel cervello. Beh, la musica lo fa in maniera molto più salutare, Beethoven non contiene colesterolo, per nulla.

Ho letto di molti vip che sono stati alla presentazione dell'album, ma quando siete in privato cosa dicono? Qual è stata la cosa migliore e la peggiore che le hanno detto?

Il momento preferito è stato quando Alec Baldwin mi ha definito l'"Eddie Van Halen con una laurea in medicina", paragonandomi al chitarrista metal più famoso di sempre. È stato carino. La peggiore? A volte qualcuno pensa "Ma a che diavolo fai?", perché combiniamo un quartetto d'archi con una jazz band o musicisti tradizionali vietnamiti con musicisti rock e perché a volte alcune misure sono così strane, come avviene in "Samurai", che non è nel classico 4/4, ma in 15/8. La mia risposta è che se scopri qualcosa di nuovo vuoi esplorarla e se risulta bella ed emozionante capita che tu voglia condividerla.