Ennesima onorificenza per Ennio Morricone, il musicista, direttore d'orchestra, premio Oscar grande personaggio della cultura italiana, omaggiato di una laurea ad honorem in Scienza della Musica e dello Spettacolo riconoscimento da parte dell'Università Statale di Milano. Il Maestro ha ritirato questa mattina il riconoscimento a Milano, mostrandosi commosso per l'attenzione a lui riservata: "Ho avuto altri riconoscimenti nella mia vita, ma io dico, e vi sembrerà incredibile, che questo riconoscimento è per me al centro e in alto. Qui c'è stato un calore grandissimo da parte di tutti". Il professor Cesare Fertonani ha letto invece le motivazioni che hanno spinto l'università meneghina a riconoscere i grandi meriti del compositore "per lo straordinario contributo all'ampliamento dei confini del pensiero musicale e all'arricchimento dei rapporti fra mondi e linguaggi espressivi diversi, nel segno di una continua ricerca animata da una forte tensione etica e sociale". Grandissima la partecipazione degli studenti, e non solo, che hanno riempito l'Aula Magna. Insieme al rettore Gianluca Vago erano presenti anche il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, e il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni.

La tragedia del terremoto e la critica all'inno di Mameli.

Momento particolarmente  toccante, il passaggio nel quale Ennio Morricone si è soffermato sulle tragedie che hanno sconvolto l'Italia in questi ultimi giorni, dai disagi per le popolazioni terremotate alla strage dell'hotel Rigopiano: "Non ne parliamo proprio. È stato un dolore vero". E a chi gli chiede di un possibile inno scritto per la nazione, lui risponde negativamente, senza risparmiare una critica all'inno di Mameli: "Non ne scrivo nessuna. L'Italia è l'Italia. Ha già il suo inno di Mameli, non bello però può essere eseguito molto bene. Più lento, più morbido e non come una marcia eroica. Il pezzo è molto semplice, molto popolare. Non mi piace come viene eseguito normalmente. La scrittura è molto semplice, va eseguito semplicemente".