Buon sangue non mente, sembrano dire le foto che Terry Richardson, il fotografo delle star, ha fatto a Marilyn Manson e suo padre, per un servizio d'accompagnamento a un lungo articolo intervista di Paper Magazine. Le foto di Richardson, noto per la trasgressione che fa trasparire dalle sue voto, spesso anche molto crude, riprendono Brian Hugh Warner – vero nome del cantante – assieme al padre, truccato come lui. Pochi mesi fa il padre ha regalato al figlio le pagelle di quando Manson andava a scuola e leggerle è abbastanza spiazzante: "Brian è un ragazzo cortese, sensibile e serio" si legge, ma anche: "Brian mostra un entusiasmo per la Bibbia ed è molto considerato dai suoi compagni".

Nessuno avrebbe immaginato che anni dopo quel bambino timorato di Dio sarebbe diventato lo spauracchio dell'America cattolica e benpensante, con spettacoli in cui la Bibbia veniva fatta a brandelli. Era il cantante di "Beautiful People", quello che si tagliava durante i concerti, l'incubo dei genitori, ma oggi è un'altra persona, più in pace con sé e col mondo. Forse questa pace ritrovata è anche il motivo per cui il rapporto col padre è migliorato in questi ultimi anni: "Quando vedo le foto di mio padre, è tipo ‘Siamo identici'. La prima volta che ho visto mio padre truccato è stato, ironicamente, al secondo concerto che ho visto nella mia vita. Si travestì come Gene Simmons e mi portò al loro concerto, era il tour di ‘Dinasty' e avevo 11 anni. La gente fermava mio padre per chiedergli l'autografo".

E le foto di Richardson rendono perfettamente questo binomio incredibile tra il veterano del Vietnam Hugh e il "piccolo" Marilyn Manson, che poche settimane fa ha pubblicato l'album "The Pale Imperor": "Sono una rockstar, non una celebrità – ha dichiarato il cantante -. C'è una differenza ed è la definizione che cerco di chiarire su quest'album".