in foto: Manuel Agnelli a X Factor (LaPresse)

Forse c'era da aspettarselo che Manuel Agnelli sarebbe stata una delle sorprese più attese di questa nuova edizione di X Factor. La scelta del cantante degli Afterhours di partecipare al talent di Sky è stata, infatti, al centro di un(o dei pochi) dibattito musicali italiani di questi ultimi mesi. Il Paese – soprattutto quello che li segue da tempo e che ama la musica undergound – si è, infatti, spaccato rispetto alla sua partecipazione a un format, quello dei talent, da molti visto come uno dei colpevoli della morte della musica di qualità. Agnelli, però, se n'è fregato, forte di una storia oltre che ventennale che parla per lui che con gli Afterhours, piaccia o meno, ha scritto pagine importanti del rock – e non solo – italiano: "I soldi sono tanti, me li merito, me li tengo e ci faccio quel cazzo che voglio" dichiarava qualche giorno fa a Vanity Fair, rispondendo a una domanda e a quella che è la critica maggiore che gli viene fatta.

X Factor per incidere nel sistema.

Anche ai nostri microfoni aveva sottolineato questo aspetto, spiegando a Federico Guglielmi come la sua partecipazione era però, soprattutto un modo per cercare di portare all'interno di un meccanismo mainstream lo spirito che da sempre lo anima ("È la visibilità la chiave di volta, la capacità di azione, di incidere all'interno di un certo tipo di sistema, che non è tutta la società ma semplicemente la musica, dove dobbiamo cercare di cambiare un sacco di cose e questa cosa mi aiuterà a contribuire nel mio piccolo a un cambiamento"), a lui che è stato artefice oltre che di alcuni dei migliori album italiani di questi anni, compreso l'ultimo, doloroso, "Folfiri o Folfox", anche di progetti come il Tora! Tora! Festival o del progetto culturale "Hai Paura del Buio?", che prende il nome da uno degli album più amati degli Afterhours, senza contare la compilation "Afterhours presentano: Il paese è reale (19 artisti per un paese migliore?)" in cui raccoglievano brani di band emergenti o comunque poco note a un pubblico ampio e nato sulla scia di un'altra delle scelte contestate di Agnelli, ovvero la partecipazione al Festival di Sanremo con la canzone "Il paese è reale".

Agnelli buca lo schermo.

Un animo controcorrente quello del cantante che oggi è arrivato anche a un pubblico più ampio, in un contesto nel quale, però, a differenza di quello che pensavano alcuni non è un pesce fuor d'acqua, anzi. Non ha affatto sfigurato, infatti, davanti a personaggi più televisivi come Fedez, Arisa e Alvaro Soler, anzi, oggi sono in tanti a cercare informazioni (basta guardare il volume di ricerca su Google oggi) su questo musicista colto, coi capelli lunghi e un aspetto che rischia di bucare lo schermo.

"Sarò antipatico e arrogante"

"Sarò antipatico e arrogante. I moscerini hanno un ruolo, le blatte hanno un ruolo, questo è il mio" ha detto prima di cominciare la trasmissione, un po' serio e un po' strizzando l'occhio a quello che qualcuno dice di lui. "È il vostro conformismo da anticonformisti che io non sopporto, sinceramente" dice a uno dei gruppi saliti sul palco per le audizioni, ad esempio. Il suo ruolo è stato e sarà proprio quello di rottura, quello che qualche anno fa era affidato a Morgan, un po' intellettuale, molto cattivo e senza dubbio competente. Ieri la prima è stato un banco di prova importante, superato da Agnelli a pieni voti, senza pietà per chi, secondo lui non meritava, stronzo quanto basta e pure un po' di più.