in foto: Luciano Ligabue in concerto (foto di Jarno Iotti)

Mancano pochi giorni al ritorno in pista di Luciano Ligabue che dopo il rinvio di febbraio riprenderà da Rimini, il prossimo 4 settembre, il suo tour "Made in Italy – Palasport 2017". Un tour interrotto, dopo qualche rinvio e qualche esibizione non al meglio della forma, a causa di un problema alle corde vocali che lo ha costretto a sottoporsi a un intervento che lo ha tenuto lontano dal microfono per qualche mese. Tempo impiegato per lavorare sul suo prossimo film, però, "Made in Italy", appunto, che ha come protagonista Stefano Accorsi.

Le nuove corde vocali.

Lo stop, per il cantante di Correggio, è stato un piccolo trauma, e tornare a cantare con le sue "nuove corde vocali" (l'operazione richiede anche la "pulizia" delle corde), sarà una novità anche per lui

Da trent'anni giusti salgo su un palco a cantare. L'ho sempre fatto in ogni condizione (di salute, tecnica, psicologica, personale) anche quando la performance vocale poteva non essere buona. Per la prima volta mi è capitato di dovermi fermare, quindi per me è tutto ‘nuovo'. È ‘nuovo' risalire su un palco a tenere un concerto dopo quasi sei mesi di stop forzato – spiega all'Ansa -, sono ‘nuove' le mie corde vocali, è ancora più ‘nuovo' mettere nello spettacolo immagini di un film già girato nel frattempo. Era ‘nuovo' per me realizzare un concept album, è ancora più ‘nuovo' averci ricavato un film.

Sul palco, immagini inedite dal film.

Durante il tour, infatti, Ligabue manderà in anteprima alcune scene tratte dal film che sarà nelle sale a inizio 2018, che oltre ad Accorsi vedrà tra i protagonisti anche Kasia Smutniak, Fausto Maria Sciarappa, Walter Leonardi, Filippo Dini e Tobia De Angelis che racconteranno la storia di Riko, della sua famiglia e del suo gruppo di amici.

L'emozione del ritorno.

Per quanto riguarda il ritorno sul palco, spiega che non sa bene cosa aspettarsi, anche se sarà di sicuro emozionante

Mi si chiede come sarà l'esperienza sul palco ora che riprendiamo. Essendo tutto ‘nuovo' non posso ancora saperlo. Posso immaginarlo: particolarmente emozionante. Anche perché – aggiunge – mi sa che dovrò assorbire un po' il trauma che il concerto del 14 marzo mi ha lasciato. E allo stesso tempo cercare di essere all'altezza di quell'ondata d'affetto avuta in tutto questo periodo.