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I servizi di streaming si sono fatti un ottimo regalo di Natale e dalla mezzanotte del 24 hanno potuto aggiungere ai propri servizi l'intero catalogo dei Beatles (i 13 album in studio, i due volumi che compongono la compilation ‘Past Masters', e le compilation “Red”, “Blue” e ‘1'). L'arrivo dei Fab Four sui queste piattaforme segna un punto importante per chi in quest'ultimo anno s'è visto negare i due più grandi successi commerciali al mondo, ‘1989' di Taylor Swift e '25' il successo planetario che ha segnato il ritorno di Adele. Entrambe hanno scelto il ‘no' per motivi commerciali, la prima spiegando che non è questo, per lei, il futuro della musica, la seconda per dare una spinta alle vendite dei cd fisici. Da qualche giorno, comunque, girava voce che la più grande band pop della Storia avrebbe fato cadere anche questa nuova barriera, dopo che nel 2010, dopo anni di diniego, erano sbarcati su iTunes.

Dove ascoltare l'intero catalogo.

Certo, fa molto strano aprire Spotify (la principale piattaforma mondiale di streaming) e vedere le canzoni dei Beatles sotto i mille ascolti, ma basterà poco perché le cose cambino. Chi detiene i diritti del catalogo, poi, ha voluto fare le cose in grande e rendere disponibile tutto senza fare alcun accordo commerciale singolo: Spotify, Apple Music, Tidal, Deezer, Google Play, Amazon Prime, Slacker, Groove di Microsoft e Rhapsody/Napster, tutti potranno permettere ai propri ascoltatori di godere di alcune delle canzoni più belle e importanti della Storia.

Un cambiamento culturale.

Sul perché della scelta di far cadere definitivamente questo ‘niet' nei confronti dello streaming se ne sta discutendo molto: in un pezzo d'analisi, Billboard, ad esempio, spiega come non sia una motivazione commerciale o, almeno, non prettamente, nel senso che i guadagni che avranno saranno minori di un passaggio in un film o in una pubblicità, ad esempio e vira quindi su motivazioni culturali, spinti anche dagli ultimi ‘acquisti', come quelli di Led Zeppelin e AC/DC, band che dopo anni hanno permesso di acquisire il proprio catalogo

I servizi di streaming sono arrivati a un punto di svolta – forse non e finanziaria e forse non politica, ma probabilmente culturale. I Beatles hanno dato a questi servizi una legittimazione che i giovani artisti non possono dare. I consumatori sentiranno la differenza e se tutto va come previsto potrebbero anche pagare per questo.

Un modo per ascoltare tutti gli album.

In un comunicato della Universal si ricorda come il Natale fosse un periodo in cui la band amava far uscire materiale per i propri fan, quindi l'uscita non è casuale e parla di ‘testimonianza del risultato storico della band che la loro musica non rimanga solo un ascolto essenziale nell'era digitale, ma che rifiuti quel trend che vede scegliere solo canzoni singole dal loro intero catalogo. Quando si arriva ai Beatles, volete ancora immergervi nell'esperienza dell'intero album: riuscireste a immaginare di ascoltare ‘Revolver' senza arrivare fino a ‘Tomorrow Never Knows’?.