in foto: Amy Winehouse e Blake Fielder–Civil (Getty Images)

È successo per Michael Jackson e succede, puntuale, anche per Amy Winehouse. C'è chi li chiama scoop a orologeria e chi semplicemente non si cura del tempo, ma della sostanza e la sostanza, stando a quanto riporta il noto tabloid inglese The Sun, è che Amy Winehouse avrebbe tentato il suicidio qualche giorno prima di trovare la morte per avvelenamento da alcol, il 23 luglio del 2011. Lo dice l'ex marito Blake Fielder-Civil in un'intervista esclusiva in cui l'uomo, che portò la cantane di "Back in Black" nel tunnel dell'eroina, ripercorre gli ultimi giorni della vita della cantante e sopratutto una chiamata che la Winehouse gli fece per ricordargli del loro anniversario di matrimonio. Telefonata a cui lui non potette dare corda, visto che la nuova compagna Sarah Aspin, in quel momento, aspettava il loro primo figlio: "Le disse che non potevo parlare dal momento che Sarah stava per avere nostro figlio e attaccai. Col senno di poi avrei dovuto immaginare che questa cosa l'avrebbe ferita".

L'ammissione: "Mi sono tagliata gravemente"

L'uomo mette giù di corsa probabilmente anche perché in precedenza la Aspin, che aveva conosciuto Fielder-Civil in riabilitazione, aveva denunciato la Winehouse per stalking. Al Sun l'uomo ha spiegato: "Amy avrebbe amato avere un figlio, ma era Sarah che lo stava aspettando e non lei. In quel momento però ero preso e non ci ho pensato". Ma è stato il giorno dopo che scoprì quanto quella telefonata avesse ferito l'ex moglie

Il giorno dopo la telefonai per scusarmi e le feci gli auguri di buon anniversario e lei mi disse che si era tagliata gravemente – continua l'uomo al The Sun -. Mi disse che era una cosa seria. Ma a Amy non importava più di vivere o morire, era completamente indifferente alla cosa e il confine tra questo e il suicidio è veramente labile. Amy era un pericolo reale per se stessa.

Le colpe di chi le era vicino.

Amy Winehouse e Blake Fielder-Civil si erano sposati nel 2007 divorziando un paio di anni dopo, a seguito di una relazione che fu, stando alle testimonianze, catastrofica anche per le conseguenze della dipendenza da alcol e droghe. L'uomo, poi, ha anche dichiarato che crede che la morte della cantante non sia stata accidentale ma si sia trattato di suicidio: "Sospetto che la morte di Amy sia stato un suicidio. Dopo anni di bevute avrebbe dovuto sapere quanto si sarebbe potuta spingere. Forse aspettava l'arrivo di qualcuno che la fermasse e le portasse via la bottiglia, invece fu lasciata sola e bevve fino alla morte. la gente che le stava intorno stava festeggiando così tanto il nostro divorzio e lo stop all'eroina che non si rese conto quanto lavoro c'era ancora da fare".