Un boato ha accolto Francesco Gabbani, il cantante che difende i colori italiani in questa edizione ucraina dell'Eurovision Song Contest, in cui il vincitore dell'ultimo Festival di Sanremo è dato tra i favoriti. Mancano poche ore al verdetto, prima di scoprire se l'anno prossimo sarà quello in cui la competizione europea tornerà, a 27 anni di distanza dalla vittoria di Toto Cutugno (era il 1990 e la canzone era “Insieme: 1992”) nelle mani italiane. "Occidentali's Karma" è arrivata a Kiev come la canzone con il maggior numero di visualizzazioni su Youtube e con una spinta enorme data sia dalla simpatia di Gabbani, dal suo ritmo, ma soprattutto da una coreografia che ha contribuito non poco a sconvolgere i pronostici iniziali di Sanremo dove la strafavorita Fiorella Mannoia si è dovuta accontentare del secondo posto.

Lo ammise lui stesso subito dopo la vittoria sul palco dell'Ariston e per questo motivo ha scelto di non cambiare, portando la scimmia anche sul palco europeo. Con il cantante, infatti, è salito sul palco dell'International Exhibition Centre anche Filippo Ranaldi, ballerino e coreografo che si cela dietro le spoglie del gorilla e che ha messo su la coreografia che anche questa sera ha permesso, almeno per ora, di far vincere al cantante la gara della miglior esibizione: "Tolto un perfezionamento da un punto di vista di regia che abbiamo curato nelle prove anche con gli addetti della Rai che stanno seguendo l'Eurovision, in realtà la performance è molto simile a quella sanremese, non ho dovuto sperimentare cose nuove" aveva detto a Fanpage.it, direttamente da Kiev, il cantante.

E infatti non ci sono stati grandi cambiamenti, con l'inizio "a solo" del cantante, che a metà esibizione è stato affiancato dal ballerino per dar via alla coreografia. Gabbani ha sfoggiato delle strisce arcobaleno sulle maniche della giacca, ancora una volta in nome della diversità e della tolleranza. Sullo sfondo i coristi, vestiti con il classico – anche quello – maglioncino color pastello che aveva fatto sbizzarrire i giornali anche durante Sanremo e soprattutto l'appoggio da parte del pubblico, calorosissimo già durante le prove, che anche questa volta ha accompagnato Gabbani, soprattutto in quel "Namasté Alè", forse una delle poche cose che avevano capito di un testo che il cantante aveva deciso di conservare in italiano.