in foto: Chris Cornell nel video di Black Hole Sun

È "Black Hole Sun", probabilmente, la canzone più amata e conosciuta dei Soundgarden, una delle band simbolo del grunge, capitanata da Chris Cornell, morto a 52 anni nella nottata di mercoledì. Un pezzo il cui titolo, come disse lo stesso Cornell, nacque da un errore di comprensione di un annunciatore tv: "Mi accorsi dell'errore ma dissi che non faceva niente, quella cosa aveva già creato un'immagine nella mia test e pensai che era un titolo bellissimo per una canzone (…). Titolo nato prima della canzone, quindi". Scritta in un quarto d'ora, fu pubblicata nel 1994, fu il terzo singolo estratto da "Superunknown", raggiungendo il primo posto della Mainstream Rock Tracks di Billboard e diventando un pezzo molto passato in radio, con un video che era in heavy rotation su MTV al punto da diventare iconico.

Cornell spiegò a Entertainment Weekly che non aveva pensato a "Black Hole Sun" come a una hit, piuttosto come a un singolo da lanciare con calma, pensandolo come quel singolo che potesse far riaccendere una fiammella nel pubblico dopo che la promozione dell'etichetta era praticamente conclusa, ma al momento della registrazione ne furono tutti entusiasti: "È una specie di paesaggio surreale immaginario, uno pezzo strano che giocava molto col titolo. A livello di testo è, probabilmente, la cosa più vicina a me che abbia mai scritto", spiegando, in un'altra intervista che "Il ritornello è bello e facile da ricordare e sicuramente non ne avevo piena comprensione al momento in cui la scrissi; in quel momento ero semplicemente risucchiato dalla musica, dipingendo un quadro con le parole". Un pezzo triste che qualcuno, però, facendo meno attenzione al testo e grazie alla sua energia, ha interpretato male: "Tutti pensano sia allegra, ma è una cosa ridicola".

Black hole sun
Won't you come
And wash away the rain