E sono tre. per il terzo anno consecutivo il mercato discografico italiano cresce e conferma i dati del 2013 e del 2014, attestandosi a un fatturato di 148 milioni di euro (comprendendo i vari settori di cui è formata) con un incremento del 21%, stando a quanto riportato dal report di Deloitte per FIMI. Lontani i tempi di magra o, almeno le dichiarazioni in quel senso, in questi ultimi anni i vari settori hanno cominciato a riposizionarsi e lo streaming ha dato una spinta forte in questo senso, e oggi è una conferma definitiva. Nessuna sorpresa, dunque, a leggere i dati del 2015 che vedono queste piattaforme fare la voce del leone incrementando ancora una volta le percentuali di crescita sue e del settore digitale che cresce del 3 percento rispetto all'anno precedente e oggi conta il 41% del mercato, con lo streaming – gratuito e in abbonamento – che segna un +63% (il 45% del digitale). Anche i servizi in abbonamento stanno crescendo man mano generando 26 milioni di euro contro i 14 dei servizi free

È evidente che i servizi sostenuti da pubblicità, benché generino un numero di stream elevato, producono ricavi molto contenuti evidenziando un significativo gap di valore per gli aventi diritto – scrive la FIMI -. Alla crescita dello streaming ha fatto da contraltare il declino del download sceso del 5%.

Il ritorno dei cd grazie agli in store.

Ma al continuo incremento del digitale fa da contraltare una ripresa del mercato fisico con il cd che ha generato ricavi per oltre 88 milioni di euro con una crescita del 17% e una motivazione su tutte: gli in store. da qualche anno, infatti, i cantanti hanno capito che i social sono fondamentali per curare la fanbase, ma per vendere i dischi bisogna dargli qualcosa di fisico e così a ogni uscita di album il cantante impegna ora a firmare cd e fare autografi, facendo tornare in auge il feticcio. E in questi ultimi tempi si sta cominciando anche a puntare al fisico con accordi commerciali, come quelli firmati con Amazon. Insomma, il ritorno del cd è dovuto a un maggiore impegno dei cantanti, e per questo motivo il settore vede nelle prime posizioni i cd nostrani, rispecchiando, comunque quello che è l'andamento generale delle classifiche che anche nel 2015 ha visto solo due album stranieri tra i primi 10.

La fotografia del mercato 2015 mostra un consumo trasversale da parte dei fan di musica” ha commentato il CEO di FIMI, Enzo Mazza, “dove adulti e teenager scelgono spesso in maniera indifferente tra i vari formati, dallo streaming sullo smartphone, al CD o la versione deluxe di vinile.

Giordano Sangiorgi (MEI): ‘Lo streaming leva risorse ai giovani'

E a proposito di fisico, come sempre c'è l'incremento monstre del vinile. Che tanto monstre, però, non è. Insomma, è vero che è cresciuto del 56%, ma resta comunque una nicchia (copre il 4% del mercato) riservata a un pubblico adulto: insomma, nessun numero impressionante, ma un andamento minimo in costante crescita (e questo è sempre un bene). A questo proposito è esplicito Giordano Sangiorgi, patron del Mei (Meeting delle Etichette Indipendenti) che sulla sua pagina Facebook scrive, critico

Pesci Giornalisti on line che abboccano. W il Vinile fanno dire ai Giornalisti Hipster mentre si tengono tutti i soldi di W lo Streaming! Verso il lento declino del mercato musicale a favore degli artisti. Ci prendono in giro raccontandoci dell'aumento di fatturato del vinile (alto in percentuale, ma irrisorio in termini economici) e intanto si tengono tutti i soldi dello streaming (che aumenta ancora di piu' come fatturato ma paga pochissimo tutta la filiera della musica) che paga una miseria agli artisti. Il bello e' che un sacco di gente abbocca e ci casca e si entusiasma per la crescita, economicamente irrilevante, del vinile mentre non si accorge che le piattaforme on line si stanno tenendo tutti i soldi , sempre piu' in crescita, della musica togliendo le risorse ai giovani musicisti del futuro.

Claudio Ferrante di Artist First.

Più vicino alle posizioni di Mazza, invece, Claudio Ferrante, Presidente e fondatore di Artist First, che gioisce dei risultati, spiegando che

La panoramica del mercato musicale italiano tracciata dai dati Deloitte sulla chiusura del 2015 è molto positiva (…). Cresce lo streaming, + 54%, un fenomeno ormai assodato e capace di educare le nuove generazioni, ma anche di rieducare i fan più affezionati, a un consumo legale e remunerativo nei confronti dell’industria. Oltre al digitale, anche il formato fisico mostra un trend positivo (…). In un mercato in continua evoluzione, trascinato dal digitale e dalle nuove modalità di fruire la musica soprattutto attraverso lo smartphone, il CD e il vinile sono sempre di più la dimostrazione del legame tra artista e fan. La propensione all’acquisto del formato fisico è maggiore quando ci si trova di fronte a prodotti esclusivi e personalizzati, a progetti speciali che diano un valore aggiunto all’esperienza di ascolto.

Il mercato Usa in crescita.

Nei giorni scorsi sono usciti anche i risultati del mercato americano, con i dati della RIAA che hanno confermato come anche negli Usa il trend sia simile al nostro, con una crescita minore (0,8%) e uno streaming diventato la prima fonte di ricavi, salendo dal 27% del 2014 al 34% del 2015, come riportato da MusicAlly che riporta come anche negli Usa il download segni negativo, mentre crescono i servizi streaming in abbonamento.