in foto: La copertina di "Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band" dei Beatles (particolare)

Era l'1 giugno quando nei negozi apparve quello che sarebbe diventato uno degli album più iconici dei Beatles e di un'intera generazione, sicuramente della Storia della musica: "Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band", ovvero l'album per antonomasia, quello che riuscì a portare la band formata da John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr un passo avanti a quel capolavoro che era "Revolver", uscito l'anno precedente. Sono passati 50 anni, quindi da quel giorno che diede il via alla Summer of Love, dove la speranza e l'ottimismo la facevano da protagonista, contrassegnati da una rivoluzione culturale che rimase impressa nella Storia.

E "Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band" con le sue sonorità psichedeliche, le sue ambiguità e i suoi protagonisti erano perfette per fare da sottofondo a quel momento particolare della vita americana e non solo. Già la copertina, anch'essa ormai iconica, fotografava alla perfezione il momento: una cover Pop Art con i Beatles circondati da una serie di personaggi famosi incollati a mo' di collage (c'erano attori, cantanti, psichiatri, scrittori etc), ideata da Peter Blake e Jann Haworth con la collaborazione della band.

L'album, che come ha spiegato il produttore George Martin, fu ispirato a "Pet Sounds", altro capolavoro dell'epoca, scritto dai Beach Boys, uscito l'anno prima e la cui ispirazione fu a sua volta "Rubber Soul" del quartetto di Liverpool, non ebbe subito il successo (di critica) che oggi nessuno avrebbe il coraggio di mettere in discussione. Nonostante il quartetto non sia mai stato una band ancorata alla stessa idea, non fu immediato riconoscere la grandezza dell'album e la sua capacità innovativa, come fa notare anche il New York Times

Non possiamo ascoltare "Sgt. Pepper" oggi allo stesso modo in cui arrivò al pubblico nel 1967. Le sue innovazioni sono state largamente emulate e le sue particolarità, alla lunga, assorbite. I suoni che inizialmente erano stupefacenti – gli strumenti indiani e il fraseggio di George Harrison in "Within You Without You", il collage dello steam-organ di "Being for the Benefit of Mr. Kite", la vastità orchestrale di "A Day in the Life" – hanno acquisito una patina di nostalgia. "Sgt. Pepper" e la sua vasta progenie sono sfumate in una più ampia patina di psichedelia, una terminologia sonica che porta alla mente immediate e predigerite allusioni ai '60. Intanto la grande lezione di "Sgt Pepper" è ormai data per scontata.

"Sgt. Peppers" è un caleidoscopio di suoni che contiene al suo interno capolavori della discografia dei Beatles e della Storia della musica in generale, dalla canzone omonima a "With a Little help from my friends", passando per "Lucy in the sky with diamonds", "Within You Without You", fino a "Lovely Rita" e a "A Day in the life", che qualcuno (tipo Rolling Stone) considera la loro canzone migliore. "Eravamo in una particolare forma d’arte tale per cui quello che finiva su nastro poteva finire solo su nastro" disse Martin, parlando della realizzazione di un album che portò i Beatles a trascorrere oltre 400 ore nello Studio 2 di Abbey Road. Nel complesso “Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band”, che vinse 4 Grammy Awards, passò 148 settimane nella classifica inglese, di cui 27 al numero 1 mentre negli USA passò 88 settimane in classifica, di cui 15 al primo posto e viene da chiedere se esista veramente qualcuno che ancora possa non aver mai ascoltato se non l'album nella sua interezza almeno qualcuna delle gemme che vi sono incluse.

Ovviamente ogni occasione e anniversario è stata buono per parlare di quest'album, sviscerarlo sia nelle bonus track che nelle curiosità ad esso legate, e pochi giorni fa è stato pubblicato un altro cofanetto, l'Anniversary Edition, che vede per la prima volta un album dei Fab Four in multiformato e con un nuovo mix stereo e 5.1, registrazioni inedite provenienti dalle sessioni in studio e il documentario del 1992 “The Making of Stg. Pepper” mai pubblicato prima e restaurato per l’occasione: "È pazzesco, 50 anni dopo stiamo ancora ripensando a questo progetto con affetto e stupore per come quei 4 ragazzi, il loro magnifico produttore e i suoi ingegneri del suono siano riusciti a produrre un’opera d’arte così duratura" come ha detto Paul McCartney nella sua introduzione a questa edizione.