In un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, Fabri Fibra ha parlato del grande successo riscontrato in passato. All'inizio ha avuto il sapore di una rivincita, poi tutto è cambiato: "Per un po’ il successo è stato una rivincita, poi non ce l’ho più fatta. Non convivo bene con la fama: ti fa guadagnare molto però ti rovina la vita. Tutti sanno già chi sei e tu non conosci le storie di chi incontri. Il momento di smettere? Cobain non ce l’ha fatta. Jovanotti è fuggito in America. Grignani è uscito di testa". 

Il riferimento alle recenti crisi di panico avute da Gianluca Grignani, non è piaciuto al diretto interessato. Il cantante ha replicato a Fabri Fibra tramite un lungo sfogo su Facebook

"[…] Io scrivo canzoni da vent'anni, appena sono sceso dal palco di Sanremo ho capito che le rockstar non esistono, non mi sono mai venduto a nessuno, sono sempre stato dalla parte della gente, tu forse non te ne sei ancora accorto che è un periodo molto difficile quando un cantautore come me arriva al punto e all'età di capire che per dire la verità devi andare contro quello che la società ti ha sempre insegnato, tu non lo fai perché è di moda. Io invece sono molto ingenuo e a volte sono capace di uscire e non dormire dei giorni per scrivere e stare male dimenticandomi che qualcuno mi stia filmando e avere una crisi esistenziale che magari tu non hai mai avuto la fortuna di avere…Nonostante tutto questo scrivo canzoni, storie e vivo tra la gente, mi ci mischio e non me ne vergogno, anzi ne sono fiero".

Gianluca Grignani a Fabri Fibra: "Sei inglobato nella società, hai bisogno di capi firmati per sentirti qualcuno"

Quindi ha concluso: "C'erano dei grandi nomi che venivano definiti fuori di testa per questo motivo, quando tu imparerai a scrivere e arriverai al punto di capire questo e scrivere canzoni come faccio io, con la stessa qualità, allora potrai permetterti di dire menomale che c'è uno come me, così fuori di testa! Ma ti aggiungo che l'errore non è dire che sono andato fuori di testa, “io sono fuori di testa”, sei tu che sei inglobato nella società, che hai bisogno della firma sulle scarpe e sui cappelli con 4 rime baciate per sentirti qualcuno, ti ricordo che da quando io ho iniziato a suonare non mi è mai fregato niente della fama e te lo conferma il fatto che dopo un disco come ‘Destinazione paradiso' è arrivata ‘La fabbrica di plastica'! Quando avrai voglia e gli argomenti necessari per discutere seriamente, ti aspetto a un mio concerto così ti insegno quello che sembra che tu ad oggi ancora non hai capito".