Uno dei cantautori italiani più noti, apprezzati e amati di sempre, Francesco Guccini, aveva annunciato il ritiro dalla discografia e dai live nel 2012 quando pubblicò il suo ultimo album "L'ultima Thule". Da quel momento avrebbe mantenuto la promessa tranne per il concerto che si tenne in Emilia per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dal terremoto. Per il resto, il cantante aveva solo chiacchierato col pubblico accettando inviti che non comprendessero una parte suonata, optando per un proseguio della carriera che puntasse soprattutto sulla scrittura, e infatti l'ultima volta sul palco, per parlare, sarà il 26 giugno al Carpi Summer Fest.

In un'intervista al Corriere della Sera il cantante ha parlato proprio del libro che ha appena scritto, un giallo che uscirà in autunno e ha ricordato alcune cose del passato, specificando come sia ormai impossibile che possa tornare a fare musica, dal momento che ha smesso anche di suonare in casa per diletto, avendo perso anche i calli: "La chitarra è in un angolo della casa e non si sposta dai tempi dell’ultimo disco. Ho provato qualche volta con gli amici ma non ci riesco più. Non ho più i calli sulle dita. Mi fa subito male" ha spiegato al giornalista"

Sarà impossibile, quindi, aspettarsi qualcosa di nuovo da quello che è stato senza dubbio una delle voci più importanti del cantautorato italiano – autore di canzoni come "Vedi cara", "L'avvelenata", Cyrano", "Eskimo", "Dio è morto" -, come ammette anche lui: "I cantautori sono stati le voci più interessanti di questi anni. Hanno fatto cose importanti. E anche io, al di là della mitologia, credo di aver fatto cose buone". La scelta di abbandonare l'attività live è stata matura, spiega, causata dalla continua tensione che provava prima di salire sul palco, ma anche dell'età che avanzava e non gli permetteva di stare facilmente due ore e mezza sul palco. Ricorda anche quel 3 dicembre del 2011, ultima volta in cui si è esibito: "Sono stato poco bene sul palco. Le persone del mio staff pensavano fosse un infarto. Volevano portarmi al pronto soccorso e io ho dirottato tutti al ristorante. Non avevo previsto fosse l’ultimo. Però poi le preoccupazioni e anche il fatto che da tempo fosse scomparso il mio manager mi hanno fatto prendere quella decisione".