Non c'erano stati molti dubbi, fin dal primo ascolto di "Fenomeno", il nuovo album di Fabri Fibra, che il singolo estivo, dopo l'antipasto di quello omonimo, sarebbe stato "Pamplona", la canzone scritta assieme a Davide Petrella (cantante de Le Strisce e autore anche per Cesare Cremonini) con musiche di Dario Faini (leader dei Dardust, ma autore per alcuni dei cantanti italiani più noti) e Vanni Casagrande. La canzone è il classico tormentone estivo in cui i versi di Fibra si sposano alla perfezione con la voce di Tommaso Paradiso, leader dei Thegiornalisti, protagonisti del feat.

Il significato di "Pamplona"

Parlando di "Pamplona" la cartella stampa la definiva: "Una fotografia completamente a fuoco, un’inquadratura perfetta del presente della musica italiana". Una fotografia anche della società, che riprende anche alcuni temi di "Fenomeno", come quello della voglia di una strada facile al successo che talvolta va di pari passo con la presenza sui social: "Sognavo nella tasca i contanti / Ho vomitato le rime più crude / Che brutta vita fanno i cantanti / A 15 anni oggi tutti youtuber / E questo è il ricambio generazionale / Se segui ricambio / Rapper nazionale (…) Oggi le modelle fanno le Dj / La bella gente, la pista, le luci / E le ventenni vanno a letto con i vecchi / Per pagarsi una borsa di Gucci". Ma non mancano anche i riferimenti all'attualità cronachistica, come quando sempre il rapper di Senigallia canta: "Un matto gira in centro in mutande / E uccide i passanti con un machete / La politica ci vuole divisi / In tv sento parlare di Isis / Su nel cielo guarda volano missili / Fuori fighe da sfilate Intimissimi".

Il video girato da Cosimo Alemà.

Oggi è uscito anche un video girato dal fedelissimo Cosimo Alemà, che accompagna le parole di Fibra e Paradiso, dalle riprese modello "Romanzo Criminale" – il Libanese è il primo nome citato nella canzone – fino ai party, le spiagge e un Paradiso in stile Mentana che racconta al Tg l'attualità.

Il rapper più odiato d'Italia.

E proprio il cantante dei Thegiornalisti, intervistando il rapper per Rolling Stone gli ha chiesto se si sentisse ancora il rapper più odiato d'Italia Sei ancora davvero convinto di essere il rapper più odiato d'Italia? “Sì, perché io con il rap non c'entro un cazzo. Sono il rapper più odiato dai rapper. Perché il rapper italiano è una bruttissima persona: vive nell'ombra di quelli americani, è come il ragazzino che nel campo da calcio vuole imitare Messi. Poi esce dal campo e dice: “Sembravo Messi, eh?". Ma tu non devi essere Messi, devi essere te stesso!”